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Omicidio Anzio, verifiche sul Bodeguita: il locale dove è stato assassinato Leonardo Muratovic chiuso tutta l'estate

Le verifiche della Prefettura sulla discoteca. E' già sotto sequestro: i gestori rischiano la revoca della licenza

Omicidio Anzio, verifiche sul Bodeguita
di Camilla Mozzetti
4 Minuti di Lettura
Venerdì 22 Luglio 2022, 22:30 - Ultimo aggiornamento: 24 Luglio, 09:28

Nei giorni in cui restano da chiarire la dinamica e soprattutto il movente che c’è dietro alla rissa sfociata poi nell’omicidio di Leonardo Muratovic, 25 anni, ad Anzio, si accende il “faro” sul locale teatro della tragedia. 
Le autorità provinciali di pubblica sicurezza, Questura e Prefettura, stanno valutando dei provvedimenti per “La Bodeguita”, il disco-pub a due passi dal mare sulla Riviera Mallozzi. Il locale, dopo l’accoltellamento del pugile per mano di uno dei due fratelli magrebini, Adam Ed Drissi, che si è assunto per intero la responsabilità del delitto escludendone il fratello, è stato naturalmente posto sotto sequestro. Resterà quasi certamente chiuso per l’intera estate, trapela da palazzo Valentini.

Anzio, il fratello del killer sposato con la figlia del boss Gallace: il lato oscuro di Ahmed Ed Drissi

Omicidio Anzio, faro sul Bodeguita

Ma in queste settimane mentre da un lato andrà avanti l’attività investigativa per cercare di delineare i contorni della vicenda, dall’altro saranno avviate tutte quelle verifiche che già da mesi le autorità stanno portando avanti su numerosi locali, non solo del litorale. Dal 2021 ad oggi la Prefettura ha notificato 21 provvedimenti di revoca delle licenze ad altrettanti locali per motivi che vanno dall’inosservanza alle norme sul contenimento della pandemia alla reiterazioni di reati come lo spaccio di stupefacenti. Le analisi condotte hanno infatti accertato come molti esercizi di pubblica somministrazione siano in realtà ritrovo di pregiudicati o “basi” per l’occultamento degli stupefacenti anche per note famiglie criminali. E a fronte di quanto avvenuto la notte di sabato scorso anche sul locale di Anzio saranno condotte le ispezioni che potrebbero dunque portare, nel momento in cui verranno tolti i sigilli, all’adozione di specifici provvedimenti (dalla chiusura temporanea alla revoca della licenza). 


I PROTAGONISTI
Del resto - ma questo lo ha raccontato il delitto - in quel locale i protagonisti stessi della tragedia erano già conosciuti alle forze dell’ordine. La vittima la scorsa estate era rimasta coinvolta in una violenta discussione con alcuni clienti che, pare, siano stati minacciati dal pugile con un macete. All’epoca i buttafuori del locale chiamarono la polizia. Ahmed Ed Drissi, il fratello maggiore di chi si è accusato dell’omicidio, quando ancora era minorenne, come racconta il suo legame, accoltellò il fidanzato della sorella mentre nel 2016 fu arrestato dai carabinieri dopo che, insieme ad un complice, esplose cinque colpi di pistola contro l’abitazione di un pregiudicato 30 enne. L’agguato fallì solo perché il “bersaglio” non era in casa.

Due passati in sostanza con più di un’ombra e frequentazioni ai margini. Sempre Ahmed è sposato con la figlia di Angelo Gallace, uomo dell’omonima cosca di ‘ndrangheta condannato in via definitiva per mafia nel 2020, nonché fratello del latitante Antonio, arrestato dai carabinieri del Ros la notte di mercoledì. L’uomo che deve scontare più di vent’anni di reclusione per associazione di stampo mafioso, traffico di stupefacenti ed altro è stato trovato in un nascondiglio a casa della moglie ricavato in un armadio. Dopo l’interrogatorio di convalida, i due fratelli magrebini restano in carcere, dovranno rispondere di omicidio in concorso mentre si attende l’esito dell’autopsia sul corpo del pugile. Quella sera a “La Bodeguita” c’erano le rispettive comitive, compresa la sorella dei magrebini che era in prova come cameriera nel locale. Ognuno dà la sua versione ma l’arma non è stata trovata e gli impianti di videosorveglianza non hanno “catturato” immagini utili. 
 

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