ROMA

Roma, Lozzi lascia il M5s: i fedelissimi di Raggi all'attacco: «Va a destra, si dimetta»

Giovedì 23 Luglio 2020
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Si sfideranno alle prossime amministrative Virginia Raggi e Monica Lozzi che oggi è uscita ufficialmente dal M5s per aderire a Italexit, il nuovo partito del senatore, anche lui ex M5s, Gianluigi Paragone. La presidente del Municipio VII abbandona il Movimento 5 stelle con il quale è stata candidata ed eletta nel 2016. Erano mesi che Lozzi chiedeva un confronto interno, mai realizzato, per testare gli umori sulla sua candidatura a sindaco di Roma il prossimo anno. Ma la poltrona è già occupata dall'attuale prima cittadina Raggi che infrangendo la regola dei due mandati ha fatto trapelare l'intenzione di ricandidarsi alle prossime amministrative di Roma. Lozzi e Raggi non si parlano da più di un anno e lo strappo più forte è recente: riguarda la scelta della sindaca di rimettere in pista Roberta Della Casa, la presidente del Municipio IV sfiduciata all'unanimità e poi nominata delegata da Raggi. C'è una differenza tra Lozzi e Della Casa: la presidente dell'Appio Tuscolano ha il sostegno di giunta e maggioranza e andrà avanti come comunicato dal capogruppo.  

«Nessun commento». Lo ha detto il sindaco di Roma Virginia Raggi rispondendo ai cronisti che le chiedevano di commentare l'annuncio della presidente del Municipio VII Monica Lozzi di lasciare il M5s e candidarsi a sindaco di Roma, aderendo al movimento Italexit.

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Le reazioni in Campidoglio sono di finta freddezza: il capogruppo di maggioranza non nomina mai Lozzi ma, posizionandosi a sinistra (Giuliano Pacetti si trova molto a suo agio nell'alleanza nazionale con il Pd) la critica aspramente in un tweet: «Pur di assecondare le sue smodate ambizioni personali ha scelto addirittura la destra».
Ma per Lozzi Virginia Raggi ha fallito ed era dovere del M5s mettere in discussione la sua ricandidatura, e poi perché no avanzare la propria: Raggi si può anche discutere, ha sempre fatto capire. «Nel M5s l’informazione è divenuta una mera propaganda funzionale a trasformare i cittadini in fan dei più famosi, la democrazia interna si è rivelata una cieca oligarchia e una comunità anti sistema è diventata un centro di potere asservito con la sola finalità di preservare alcune posizioni personali raggiunte», scrive nel suo addio al M5s. 

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Per decifrare le finte reazioni fredde dal Campidoglio bisogna leggere in controluce i commenti di una fedelissima di Raggi, proprio quella Roberta Della Casa per cui Lozzi aveva chiesto un passo indietro, e quindi il rispetto del voto di sfiducia. «Monica Lozzi, quella che brama la poltrona da Sindaca di Roma, quella dura e pura per cui non si deroga alla regola dei due mandati ma che mai si sognerebbe di lasciare la politica, e siccome di mandati ne ha già espletati 2, cerca di costruire una mega lista civica per la città e per i territori, civica si, forse, ma anche lei attratta da personaggi di lunga carriera ed oggi nelle fila del nuovo partito fondato da Gianluigi Paragone. Con il suo annuncio oggi celebriamo il funerale della coerenza e osserviamo il gioco della vecchia politica e dell'attaccamento morboso alla poltrona, dell'interesse ai rimborsi elettorali e ai privilegi. La Presidente eletta col M5S si dimetta!», scrive Della Casa. 

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«La Lozzi stessa ha riconosciuto che il M5S a Roma ha illuso i romani e disatteso tutte le loro istanze. Ora basta, titoli di coda per la Raggi e per un’amministrazione al collasso, tanto in Campidoglio quanto ai livelli municipali», commenta Marco Cappa, coordinatore di Italia Viva. 

«La scelta antieuropeista e sovranista della presidente Monica Lozzi, che oggi ha annunciato l'uscita dal Movimento Cinque Stelle, è contraria ai valori che caratterizzano la Capitale d'Italia: ricordiamo che proprio a Roma si firmò il trattato dell'Unione». Così in una nota il segretario del Pd Roma Andrea Casu e il capogruppo capitolino Giulio Pelonzi. «Grazie all'azione del Governo Conte oggi l'Europa dimostra di voler investire sugli stati membri - aggiungono - Chiunque voglia governare Roma per portarla all'altezza delle grandi capitali europee deve partire da questo presupposto. A Roma è ormai evidente il disfacimento del movimento 5 stelle a guida Raggi, dopo il IV municipio perdono il VII. Per quanto riguarda la presidente Lozzi tragga le conseguenze del suo fallimento amministrativo e politico e si dimetta. Più che Italexit in VII municipio serve un Lozziexit».

L'uscita della presidente del VII municipio Monica Lozzi dal Movimento 5 stelle «rappresenta l'ennesima prova del fallimento totale di Raggi e dei grillini». È quanto dichiarano in una nota congiunta gli esponenti di Fratelli d'Italia, Andrea De Priamo capogruppo in Campidoglio, Fulvio Giuliano capogruppo nel VII Municipio, Domenico Carlone consigliere nel VII Municipio e Maria Grazia Cacciamani coordinatrice nel VII Municipio. «Oltre alla disastrosa situazione della città - proseguono - dal punto di vista dell'andamento dei servizi pubblici infatti nei municipi si è manifestata una continua perdita di pezzi dei grillini con la caduta di ben quattro municipi ed ora la crisi anche in settimo dove sembra che la maggioranza intenda seguire la Lozzi e mantenerla in sella. Ormai Raggi - concludono - è sempre più isolata e questa ennesimo atto di sfiducia rappresenta un chiaro esempio del totale fallimento suo e dei 5 stelle».

 

Ultimo aggiornamento: 21:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA