Lapide di un bimbo spunta tra i rifiuti, ritrovamento choc a Genzano

Macabra scoperta dei residenti in una discarica abusiva a cielo aperto in via Landi. Appartiene a un ragazzino di 6 anni morto nel 1972: indagano i vigili urbani

Lapide di un bimbo spunta tra i rifiuti, ritrovamento choc a Genzano
di Karen Leonardi
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Domenica 21 Agosto 2022, 09:09

La lapide di un bambino morto nel 1972 abbandonata tra rifiuti, vicino a cumuli di plastica, materassi, vestiti logori e sacchi neri di immondizia. È giallo sul ritrovamento di una lastra tombale nelle campagne della zona Landi, appena fuori Genzano, dove allo sconcerto per il gesto oltraggioso, ieri mattina, si è unito la curiosità dei cittadini per la misteriosa scoperta, che ha gettato nello scompiglio amministratori e investigatori.

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Ad automobilisti di passaggio e residenti non poteva sfuggire l'inquietante presenza dell'oggetto funerario in una piccola discarica a cielo aperto: numerose le segnalazioni arrivate alle autorità competenti. Furti e traffico illegale di loculi, lugubri riti, puro vandalismo? Sono le domande che molti si stanno ponendo a Genzano. In attesa di riscontri, la polizia locale ha interessato della vicenda la magistratura e ha avviato una ricerca anagrafica per scoprire qualcosa di più sul bimbo di 6 anni deceduto esattamente 50 anni fa. La lapide non apparterrebbe comunque al cimitero della cittadina, come ha chiarito lo stesso custode del camposanto di via Francia, Goffredo Lolletti, che con un commento lasciato su Fb ha voluto fugare dubbi circa la presunta smuratura da una tomba del camposanto genzanese.


LA LAPIDE

La foto del piccolo è oscurata - probabilmente da chi ha scelto di disfarsene - ma il nome e cognome sono leggibile: Davide Torni, nato il 28 settembre del 1965 e deceduto il 6 agosto 1972, a quasi sette anni. Una bacheca funeraria, corredata da urne poste sotto l'iscrizione con il ricordo lasciato dai genitori, con una tenera dedica per il piccolo: Da mamma e papà. Il tutto lasciato accanto ai contenitori gialli usati per la raccolta dei capi di abbigliamento usati, buttato come un oggetto vecchio, ormai dimenticato. La lapide, che nella tarda mattina di ieri è stata trasportata al comando della polizia locale, è stata certamente rimossa da qualche cimitero, ma, in attesa che la magistratura decida il da farsi, non è stato reso noto ancora il nome della cittadina che accoglieva la tomba del piccolo Davide. «È stata aperta un'indagine di polizia giudiziaria - ha detto Manola D'Amato, comandante della polizia locale di Genzano - E stiamo valutando come procedere. In particolare se porre la lapide sotto sequestro».


LE REAZIONI
Indignato e sconcertato il sindaco Carlo Zoccolotti, che ha affermato di voler dare, insieme alle forze dell'ordine, un nome ai colpevoli. «Non è una ricerca semplice - aggiungono dalla sede della polizia municipale - il decesso è avvenuto tanto tempo fa e gli stessi familiari potrebbero non essere più in vit». La ferita è profonda per tutti per l'atto dissacrante e per il naturale sentimento di cura e tenerezza verso i luoghi della memoria. Tanto più che non è la prima volta. Genzano, lo scorso anno, era stata teatro di un altro macabro ritrovamento: numerose bare, alcune addirittura aperte, erano finite in una scarpata sul lago di Nemi. Della vicenda si occuparono a lungo i vigili del fuoco, i carabinieri e il Servizio di igiene e sanità pubblica della ASL Rm6 su disposizione del magistrato della Procura di Velletri. Oggi si torna di nuovo a parlare di cimiteri e tombe violati.
 

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