A giudizio il writer Geco, l'accusa: «Ha danneggiato monumenti con 36 graffiti». Il Comune si costituisce parte civile

Lorenzo Perris in arte Geco è accusato anche di ricettazione

A giudizio il writer Geco, l'accusa: «Ha danneggiato monumenti con 36 graffiti». Il Comune si costituisce parte civile
2 Minuti di Lettura
Martedì 24 Maggio 2022, 14:33 - Ultimo aggiornamento: 25 Maggio, 12:28

Citazione diretta a giudizio per il writer romano Geco” , noto per murales e tag sparsi per la Capitale. La procura di Roma gli contesta il danneggiamento per oltre trentasei graffiti «perché imbrattava e danneggiava strutture e infrastrutture pubbliche di interesse storico artistico del Comune di Roma». Tra quelle citate nel capo di imputazione l'Archivio centrale di Stato, la banchina del Tevere di Porta Portese, l'Arco dei Quattro Venti a Villa Pamphili e Parco degli Acquedotti.

Un murale gigantesco che mangia lo smog e la scuola romana diventa green

A Lorenzo Perris, in arte Geco, la pm Gianfederica Dito contesta anche l'accusa di ricettazione per due estintori poi risultati rubati. Geco era stato denunciato nel novembre 2020 dagli agenti del Nad, il Nucleo Ambiente e Decoro della Polizia di Roma Capitale. Oggi in tribunale si è svolta la prima udienza davanti al giudice monocratico nella quale il Campidoglio, rappresentato dall'avvocato Enrico Maggiore, ha chiesto di costituirsi parte civile. 

Roma, svelata l'identità di "Geco", il writer più ricercato d'Europa: denunciato dai vigili a San Lorenzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA