Scuole al freddo, dal Tacito al Plinio: gli studenti protestano in strada

Studenti del Plinio Seniore protestano contro il freddo nelle classi
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Mercoledì 9 Gennaio 2019, 16:43 - Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio, 18:28

Non si fermano le proteste degli studenti a causa delle temperature troppo basse nelle aule dei licei. Per il terzo giorno consecutivo gli alunni hanno dato vita a mobilitazioni spontanee per denunciare una situazione emergenziale che ancora non trova soluzione. 

Al liceo Tacito, in pieno quartiere Prati, oltre 600 studenti studenti hanno interrotto le lezioni e bloccato via Giordano Bruno - via Andrea Doria lamentando che non riprenderanno posto nelle classi fin quando le temperature non saranno a norma di legge. “Armati” di fogli colorati, con su scritto “Attenzione ai pinguini” e “Fuori fa più caldo” e di uno striscione con su scritto “Il Tacito non tace”, hanno occupato strada e marciapiede invocando l’intervento dei tecnici per il ripristino della caldaia. Le strade interessate sono state chiuse alla circolazione dalla polizia locale di Roma capitale. Continuano le proteste al liceo Ruiz che anche ieri ha disertato le aule per il freddo, organizzando un sit-in che ha coinvolto la maggior parte degli studenti: «Nonostante le proteste di lunedì, la situazione non è migliorata - scrive Tommaso, rappresentante d’istituto - le temperature non superavano i 10 gradi alle 8 di mattina. Sono entrati un centinaio di ragazzi su oltre 1100 iscritti». 


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Anche al liceo Plinio Seniore gli studenti hanno richiesto al dirigente l’uscita anticipata dalle aule a causa del gelo tra i banchi. “Al Plinio Seniore de freddo se more” è lo slogan utilizzato dai giovani che attraverso i social network hanno informato tutta la componente studentesca di ciò che stava accadendo. «Al Plinio è da qualche anno che abbiamo problemi con i riscaldamenti e sono tre giorni che fa freddo nelle aule, nei corridoi e nei bagni, sia in centrale che in succursale», spiega gli studenti su Instagram. «Ci siamo organizzati portando dei termometri a scuola e abbiamo misurato la temperatura classe per classe. Non si può fare lezione con 8 gradi in aula, non si possono svolgere verifiche o prendere appunti con le moffole addosso», scrivono su Facebook.

Al liceo Caravaggio di via Argoli gli studenti hanno bloccato le lezioni, protestando contro il malfunzionamento degli impianti. «Già un mese fa siamo andati sotto gli uffici dell’ex Provincia ottenendo l’istallazione di una nuova caldaia - spiega Giorgia, voce della protesta in quota FGC - ed oggi dopo 30 giorni riemerge il problema, con i termosifoni che non funzionano. Continueremo la protesta fin quando non avremo la certezza di poter seguire le lezioni senza gelare» 

Non solo scuole superiori. Due giorni di freddo e buio anche alla primaria Piccinini in via Fiorentini, nel quartiere Collatino. «Lunedì mattina è saltato il quadro elettrico della scuola che alimentava la centrale termica - denuncia su Facebook la mamma Alessandra Minutoli - e i tecnici hanno sistemato il problema solo ieri pomeriggio, perciò  i bambini hanno fatto lezione al buio e al freddo per 48 ore». 

«Le temperature gelide di questi giorni stanno mettendo a dura prova diversi alunni e dipendenti pubblici. Molti infatti sono costretti a recarsi a  scuola per seguire le lezioni e in ufficio per svolgere il proprio lavoro senza poter contare su temperature calde, visto che in molte scuole ed uffici della Capitale, gli impianti di riscaldamento sono fuori uso», spiega in una nota Francesco Figliomeni, consigliere capitolino di Fratelli d'Italia e vice presidente dell'Assemblea Capitolina. «Chiediamo al sindaco Raggi ed agli assessori di competenza di attivarsi immediatamente per far fronte a questo inconveniente - continua Figliomeni - monitorando con attenzione gli uffici tecnici di alcuni municipi che certo non brillano per efficienza». 

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