Coppia di fidanzati rapinava donne sole: arrestati i Bonnie e Clyde di Roma Est

Sono sette le rapine messe a segno dai fidanzati: tutte nel quadrante Est

Coppia di fidanzati rapinava donne sole: arrestati i Bonnie e Clyde di Roma Est
di Flaminia Savelli
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Venerdì 26 Novembre 2021, 22:31 - Ultimo aggiornamento: 22:38

Vestiti di nero, incappucciati, armati di pistola e pronti a tutto. Così la coppia di fidanzati, 51 anni lui e 30 lei, sono diventati in una manciata di giorni l’incubo di Roma Est. I “Bonnie e Clyde” alla romana hanno messo a segno una raffica di rapine nell’ultimo mese: una ogni tre giorni. Per un bottino di diverse centinaia di euro tra telefonini, gioielli, bancomat e soldi. Un’indagine complessa per gli uomini della Squadra Mobile - VI Sezione Contrasto al Crimine Diffuso - e gli agenti del distretto Sant’Ippolito che hanno seguito le loro tracce fino a stanarli, nella loro auto grigia, nascosta in un tratto di vegetazione vicino alla Tangenziale Est. 

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LE PREDE
I fidanzati agivano solo di notte, si appostavano a tarda sera vicino a locali e ristoranti. Puntavano le vittime, perlopiù ragazze sole: le prede più facili da aggredire. Quindi si avvicinavano mostrando la pistola e minacciando: «Dammi i soldi o ti sparo». Così per sette volte (in tre settimane) hanno messo a segno i colpi tra i quartieri Portonaccio, Tiburtino III e San Basilio. Con la refurtiva nelle tasche fuggivano poi via facendo perdere le loro tracce. Gli investigatori però hanno capito presto che la firma delle rapine era la stessa. Con i racconti- fotocopia delle vittime che hanno fornito anche un preciso identikit dei fidanzati. «Non li ho sentiti neanche arrivare, erano dietro di me. Devono avermi seguita per qualche metro e quando eravamo in un tratto isolato della strada mi hanno aggredito. Mi hanno puntato la pistola contro, ho consegnato tutto quello che avevo e sono scappati a piedi. È stato terribile» ha raccontato una delle donne rapinate.

LE INDAGINI 
A incastrare Bonnie e Clyde sono state però le immagini delle telecamere di video sorveglianza.
I poliziotti dopo aver raccolto tutti gli indizi forniti dai rapinati, hanno disegnato un identikit. Le vittime tra gli altri particolari, hanno descritto i tatuaggi vistosi dell’uomo.
Quindi gli agenti hanno iniziato a confrontare il disegno con le immagini delle telecamere piazzate vicino alle scene del crimine. Li hanno i individuati e a quel punto è scattata una caccia serratissima in tutto il quadrante. Per giorni, gli investigatori hanno ricostruito i loro spostamenti seguendo le tracce lasciate durante le rapine fino a individuarli: i fidanzati vivevano in una macchina parcheggiata non lontano dalla Tangenziale Est. «L’auto era ben nascosta tra la vegetazione, in un luogo impervio» hanno spiegato gli agenti: «Non appena ci hanno visto, si sono arresi. Non hanno opposto alcuna resistenza». 

LE PROVE
È scattata la perquisizione. All’interno, tra i sedili, hanno trovato le prove schiaccianti contro i due: a partire dagli indumenti utilizzati per i colpi in serie e descritti dalle vittime. In particolare, i giubbotti e i berretti neri. Sono perciò subito scattate le manette: durante un confronto all’americana, le rapinate li hanno infine riconosciuti. 

L’uomo, di origini campane, è stato trasferito nel penitenziario napoletano di Poggioreale. Alle spalle ha una lunga carriera da criminale. La fidanzata, romana e anche lei con alcuni precedenti, è stata invece trasferita a Rebibbia. Tutti e due sono ora accusati di furto e rapina. 

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