Daniel Guerini, l’amico fraterno del calciatore morto alla madre: «Zia, non correvo»

Daniel Guerini, l amico fraterno del calciatore morto alla madre: «Zia, non correvo»
di Camilla Mozzetti
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Sabato 27 Marzo 2021, 00:57 - Ultimo aggiornamento: 12:24

Amici per la pelle, amici da una vita, fin da quando erano bambini. Tiziano e Daniel, sempre insieme, uniti da quella grande passione per il calcio. Ieri mattina al policlinico romano di Tor Vergata, dov’è ricoverato dalla sera di mercoledì scorso, Tiziano Rozzi ha iniziato a piangere. I genitori e i medici, con il supporto di uno psicologo, gli hanno detto che il suo miglior amico - Daniel Guerini, trequartista nella Primavera della Lazio - non ce l’aveva fatta. Che quel terribile incidente - ancora tutto da chiarire - nel quale sono rimasti coinvolti insieme ad un altro ragazzo Edoardo D. B., si è portato via “Guero”, quel fratello incontrato su un campo di calcio alla periferia di Roma tanti anni fa. 

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«Credimi zia»

E il suo primo impulso è stato quello di chiamare “zia” Michela, la mamma di Daniel. Così Tiziano la chiama da sempre a ricordare a tutti come i rapporti più stretti non siano soltanto quelli di sangue. «Mi dispiace zia, non lo so che è successo, non correvo con la macchina, mi ricordo solo di Daniel steso sull’asfalto». Poi le lacrime e anche le urla di disperazione perché sulla Palmiro Togliatti, un lungo stradone alla periferia Est della Capitale, gli occhi di “Guero” si sono chiusi per sempre e con lui se n’è andata anche una parte di Tiziano. «Non ho motivo di non credere alle sue parole - spiega mamma Michela nel raccontare la telefonata - so chi è Tiziano, so quanto era attento e so che non correva con la macchina». 

Doveva essere una serata come tante. Gli allenamenti del pomeriggio e poi un panino preso da asporto per via delle limitazioni imposte dalla pandemia. Si va a casa di Tiziano, sicuramente ci sarebbe uscita una partita alla Play-station e poi ognuno nel suo letto prima del coprifuoco con la promessa di rivedersi il giorno dopo. Anche con i vigili urbani del Gruppo Casilino, che sono intervenuti la sera dell’incidente e che hanno compiuto i rilievi, Rozzi non è stato in grado di aggiungere altro. La sua mente è in black-out. Daniel sulla Smart-ForFour viaggiava al suo fianco, lo ricorda steso in terra ma non è riuscito a dire se l’impatto con la Mercedes Classe A è stato causato dal tentativo di un sorpasso, da una manovra azzardata o se un fattore esterno - come una radice sporgente o una buca, complice un’eventuale velocità sostenuta e superiore al limite di 50 chilometri orari - possa in qualche modo aver indotto Rozzi a perdere il controllo dell’auto, tamponando prima la Mercedes per poi ribaltarsi più di una volta. Il ragazzo ha solo ripetuto anche agli agenti della municipale che non stava correndo. Su questo faranno luce molto probabilmente le eventuali perizie tecniche. Ieri i medici e i genitori hanno dovuto calmare Tiziano, tanto forte era il dolore di aver saputo che “Guero” non c’è più. Nella cameretta di Daniel, su una mensola sopra la scrivania c’è una tazza con impressa una foto dei due quando ancora erano dei bambini. Sorridono insieme su un campo da calcio.

Le condizioni

La sera dell’incidente Rozzi è stato sbalzato via dall’auto come gli altri due amici, fortunatamente le sue condizioni non sono gravi, ha riportato la frattura di due costole e quella dell’omero. È stato operato giovedì mentre l’altro ragazzo, Edoardo D. B., si è svegliato ieri pomeriggio dal coma farmacologico. Ha superato le prime 48 ore critiche e i medici sono ottimisti, confida la famiglia. Intanto a piazzale Clodio il pubblico ministero Francesco Minisci ha aperto un fascicolo per omicidio stradale. Ieri sono stati iscritti sul registro degli indagati - come atto dovuto - sia Tiziano Rozzi (risultato negativo agli esami tossicologici) che il conducente della Mercedes Classe A. Lunedì pomeriggio invece verrà conferito l’incarico per eseguire l’autopsia sul corpo di Guerini che si terrà poi martedì. La famiglia, assistita dall’avvocato Luigi Annunziata, aspetta soltanto di poter ricevere il nullaosta per procedere con i funerali che si dovrebbero svolgere giovedì. Con il supporto della Società sportiva Lazio si sta pensando a una commemorazione da organizzare sui campi di Formello quando termineranno le limitazioni imposte dalla pandemia del Covid-19.

«Daniel era amato da tutti», dice ancora mamma Michela. La felicità di essere tornato a Roma e di giocare nella sua squadra del cuore dopo la parantesi alle giovanili del Toro e della Fiorentina. Su un biglietto lasciato tra i tanti fiori sul luogo dell’incidente resta ora una speranza: «Guero, insegna agli angeli come si tira un sinistro».

 

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