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Covid Sardegna, allarme della Regione Lazio: «Rischio bomba virale. Servono test agli imbarchi»

Giovedì 20 Agosto 2020
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Covid, allarme della Regione Lazio: «Rischio bomba virale dalla Sardegna. Servono test agli imbarchi»

«Il mancato rispetto delle regole nei locali della movida in Sardegna rischia di far esplodere una bomba virale. Ci aspettiamo un considerevole aumento dei casi ed è in corso una grande azione di tracciamento.  Torno a ribadire che sono necessari i test agli imbarchi dalla Sardegna». A lanciare l'allarme è l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Un monito che arriva in seguito all'incremento registrato nella regione negli ultimi giorni dei positivi rientrati dalle vacanze: almeno 50 quelli accertati.

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«Voglio rassicurare -  aggiunge l'assessore - che abbiamo in atto comunque un sistema di controllo e monitoraggio in grado di rispondere con tempestività. Solo negli ultimi tre giorni sono stati effettuati oltre 7.700 test nei drive-in un lavoro straordinario e ringrazio i nostri operatori che stanno agendo con grande professionalità. Se si fossero rispettate le regole minime non si sarebbe creata questa situazione».
 

La Lombardia e i test ai soli residenti

L'assessore poi punta il dito contro la Lombardia per la gestione dei test: «Non voglio credere che siano state date disposizioni per eseguire a Milano Malpensa i tamponi solo ai cittadini residenti in Lombardia. Se fosse vero sarebbe non solo grave, ma da un punto di vista di sanità pubblica, assolutamente deleterio. Se noi applicassimo la stessa regola non avremmo individuato stamani a Fiumicino una cittadina residente a Milano positiva asintomatica di rientro da Ibiza e che così avrebbe contribuito ad un diffusione del virus lungo tutto il tragitto di rientro a Milano o in altri luoghi della Penisola. I test che abbiamo fatto finora negli aeroporti di Roma riguardano per il 53% cittadini di altre regioni o di altri Paesi. Rispetto a questi ultimi anche qui non voglio credere che siano state date disposizioni di fare i test solo a chi soggiorna in Italia per almeno quattro giorni. E’ una follia. Se una persona è positiva e soggiorna per tre giorni nel nostro Paese non viene individuato e tracciato? Mi auguro che queste considerazioni siano presto smentite, perché le regole di sanità pubblica devono valere sull’intero territorio nazionale e una regione così importante e autorevole con cui abbiamo una storia di grande collaborazione come la Lombardia non può derogare».
 

I controlli a Fiumicino

Intanto proseguono i controlli all’Aeroporto di Fiumicino: sono quattro nuovi i casi di positivi emersi ai test rapidi antigenici. Si tratta di una donna di nazionalità inglese e di due italiani tutti e tre provenienti dalla Grecia (Atene). Un quarto caso di una donna italiana proveniente da Creta (Grecia). Sono asintomatici, sono stati posti in isolamento ed è stato avviato il contact tracing internazionale. Lo rende noto l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio.

Ultimo aggiornamento: 15:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA