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Atac, gli studenti tornano sui bus e gli autisti si scoprono «allergici alle sanificazioni»

Giovedì 22 Aprile 2021 di Lorenzo De Cicco
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Atac, gli studenti tornano sui bus e gli autisti si scoprono «allergici alle sanificazioni»

Nel corpaccione degli autisti dell’Atac, municipalizzata con un tasso di assenteismo tra i più alti d’Italia, si è addentrato un nuovo malanno, fin qui sconosciuto: l’«allergia alle sanificazioni». La scoperta, in odore di premio Nobel per la medicina, si deve agli stessi conducenti, che naturalmente si sono subito premurati di informare la direzione del Personale, chiedendo di essere esentati dai faticosi turni alla guida dei bus. Gli stessi bus finiti nel mirino del Nas per le pulizie maldestre, spruzzate di disinfettante alla buona, che tutto scrostavano da maniglie e sedili, tranne che il Covid: quello, come è stato appurato dai carabinieri durante i blitz di inizio aprile, rimaneva a bordo perfino sulle vetture che risultavano «appena sanificate» dalle ditte esterne.

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Tutto farebbe pensare che le famose «igienizzazioni» anti-virus siano realizzate non proprio a regola d’arte, eppure tra gli autisti c’è chi si lamenta all’opposto, per un eccesso di lindezza. Tanto da chiedere di essere spostato ad altra mansione, «possibilmente all’esterno», di sicuro lontano dal volante. Sarà un caso, ma questo tipo di richiesta viene recapitata all’Atac proprio a ridosso della ripresa delle lezioni in classe al 100%, quando cioè le navette torneranno a riempirsi, specialmente all’ora di punta.

In fuga  

Nel quartier generale dell’Atac sono arrivate 20 richieste di «esonero dalla guida» da marzo. E il rischio è che sia solo la punta di un iceberg di rinunce: almeno un centinaio di autisti, secondo fonti interne all’azienda, potrebbe accodarsi ora che riaprono le scuole. Per fuggire dalla tolda di comando del torpedone, c’è chi ha pescato dal repertorio classico: dal mal di schiena all’immancabile «stress». Ha lamentato dolori muscolari perfino chi è stato scoperto dagli ispettori aziendali in palestra mentre alzava 80 chili col bilanciere. «Ma i sampietrini e le buche mi affaticano troppo». Niente di nuovo: all’Atac anni fa un autista chiese di cambiare orari perché troppo «stressato» in cabina di guida, un’incombenza talmente seccante da impedirgli, così si leggeva nella raccomandata spedita all’azienda, di procreare assieme alla moglie. Ora tra le varie giustificazioni spuntano le allergie da disinfettante anti-Covid.

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La partecipata del Campidoglio punta a stroncare sul nascere questi strani acciacchi, che sanno di furberia, proprio per evitare che si moltiplichino al punto da rendere ingovernabile la gestione dei depositi. Ecco allora la linea dura: chi racconta di non poter lavorare per l’«allergia alle sanificazioni», sarà messo in aspettativa, con la busta paga subito dimezzata e poi, via via, sempre più assottigliata fino al recupero della capacità di guida. Niente turni da custode all’aria aperta, con lo stipendio pieno. È una battaglia di nervi, nella trincea delle rimesse. Al primo autista insofferente alle pulizie nel garage di Grottarossa, è stato chiesto di lavorare nel deposito di Portonaccio, dove vengono utilizzati prodotti di altri marchi. Altrimenti, aspettativa e sforbiciata al 50% del salario.

L’azienda dei trasporti, guidata dall’amministratore unico Giovanni Mottura e dal dg Franco Giampaoletti, sta cercando di ridurre i numeri delle assenze, da anni intorno al 15%, quasi il 10% solo per problemi di salute, veri o presunti. La società promette di rafforzare anche le sanificazioni. Dopo i controlli dei Nas, proprio Mottura ha ordinato ispezioni sulle ditte di pulizia. Anche i bus faranno il “tampone”, un test sulle vetture appena disinfettate. I sindacati non spalleggiano gli allergici: «In passato abbiamo protestato - dice Claudio De Francesco della Faisa Sicel - ma per chiedere di potenziare le pulizie. Che da quanto sappiamo non fanno male a nessuno». Anzi. 

Ultimo aggiornamento: 23 Aprile, 12:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA