Coronavirus Roma, il commissario della Confcommercio: «Bene misure sulla Tari e subito stop alla Ztl Centro»

Mercoledì 8 Aprile 2020 di Camilla Mozzetti

Pier Andrea Chevallard, commissario della Confcommercio Roma, il Campidoglio ha mostrato apertura alle richieste delle associazioni. Una collaborazione destinata a durare?
«C’è l’apertura ad affrontare tematiche che sono essenziali per il commercio, il turismo, la ristorazione. Sospendere la Tari e la Cosap per il 2020, è un buon segnale. Noi abbiamo chiesto che questo venga prolungato per tutto il 2021 perché l’emergenza sanitaria produce sul comparto un impatto devastante: il turismo avrà un crollo dei ricavi nel 2020 stimato tra l’80 e il 90%, il mondo dei pubblici esercizi subirà una caduta dei ricavi che noi stimiamo nel 40%, ovvero due miliardi di euro, mentre quella dei negozi arriva al 50%. Bisogna ripartire abbattendo i costi».

È chiaro che la fiscalità è un tema nevralgico. Quali le altre priorità?
«La Regione Lazio ha licenziato un intervento importante a sostegno delle imprese, ma credo sia necessario che il credito di imposta, finora deciso per il mese di marzo, venga prolungato fino a maggio e tocchi il 100% e non il 60%, oltre all’introduzione della cedolare secca sul canone di affitto per locali commerciali e uffici». Materie di governo, non di Campidoglio. «Certo, ma l’amministrazione può sostenerle nelle sedi opportune».

Sembra ormai decisa l’elargizione da parte del Campidoglio di un 20% in più ai ristoranti per l’occupazione di suolo pubblico, cos’altro può fare?
«Abbiamo richiesto anche la sospensione della Ztl diurna per tutto il 2020». Vi è stata data una risposta? «Mi sembra che ci sia disponibilità, vediamo se diventerà una certezza. Chiediamo al Comune, inoltre, di insistere sulla Regione per la liberalizzazione delle vendite promozionali perché sarà un modo per gli esercizi commerciali di generare liquidità».

Cosa lascerà dietro di sé il coronavirus?
«Se non ci saranno interventi a sostegno, l’emergenza porterà alla desertificazione di molte zone, soprattutto in periferia. E una strada senza negozi non solo è triste ma insicura. Inoltre c’è il rischio molto forte che la criminalità organizzata si approfitti della situazione e quindi auspichiamo interventi sull’antiusura».

Sa che a Roma in tutti i Municipi ci sono appena due sportelli pubblici antiusura?
«Mi auguro che l’amministrazione provveda ad aumentare questa soglia».

Bisognerà pensare anche al rilancio del comparto. Quanto saranno importanti le politiche di marketing?
«Direi fondamentali e fin da ora il Comune, insieme alla Regione alla Camera di Commercio e a tutte le associazioni dovranno elaborare un piano di marketing e ragionare sui target a cui indirizzarsi. Non si può aspettare che finisca l’emergenza per far questo. Soprattutto per il comparto turistico. Alla Capitale dovrà essere garantito un piano sistematico di promozione».

Venendo proprio al turismo tra qualche giorno si celebrerà la Pasqua ma non ci sono turisti per ovvie ragioni di sicurezza. Quanto ne ha risentito il settore?
«Nel 2019 erano arrivati a Roma per le festività pasquali 400 mila turisti, valeva qualche centinaia di milioni di euro con benefici per tutto l’indotto. Cifre oggi scomparse».

Un altro tema quando si potrà riaprire riguarda le protezioni che il comparto dovrà garantire.
«I ristoranti quasi certamente dovranno ridurre i coperti per garantire le distanze e per questo bisogna ridurre gli oneri che gravano su loro».

Crede che l’emergenza porti alla fine anche a un cambio tra domanda dei consumatori e offerta delle attività commerciali?
«Sicuramente anche le piccole realtà aumenteranno le vendite on-line e le consegne a domicilio ma la gente poi avrà sempre bisogno di andare a cena fuori ed entrare in un negozio per acquistare un capo di abbigliamento».

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