Roma, netturbini rubano benzina dai mezzi Ama per poi rivenderla. «A processo 11 dipendenti»

Il pm: associazione a delinquere e peculato

Roma, netturbini rubavano la benzina dai mezzi Ama. «A processo 11 dipendenti»
di Michela Allegri
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Venerdì 9 Dicembre 2022, 07:26

Invece di pulire le strade di Roma dall'immondizia e svuotare i cassonetti, durante i turni di lavoro un gruppo di netturbini si era organizzato per depredare, letteralmente, i mezzi della municipalizzata: li portavano in depositi nascosti e svuotavano i serbatoi, rivendendo poi il carburante ad acquirenti privati. Ma non è tutto: tra le fila dell'azienda comunale c'era anche chi faceva il pieno alla propria auto a spese della municipalizzata, o si faceva aiutare dal benzinaio di fiducia a prosciugare le carte prepagate destinate al rifornimento di mezzi aziendali e furgoncini. Tutte queste condotte portano a un passo dal banco degli imputati 25 persone, tra dipendenti dell'Ama e clienti. I primi sono accusati, a seconda delle posizioni, di associazione a delinquere e peculato. Gli altri, invece, devono rispondere di ricettazione. Il pm Carlo Villani, titolare del fascicolo, ha firmato una richiesta di rinvio a giudizio e adesso a decidere sarà il gup, nell'udienza preliminare fissata il 23 febbraio.

LE ACCUSE
I dipendenti infedeli, per arrotondare - di parecchio - lo stipendio, avrebbero messo in piedi un'organizzazione curata nei dettagli. Le razzie di carburante sarebbero avvenute nella sede dell'associazione sportivo-dilettantistica Tiro al Volo, in via di Lunghezzina, messa a disposizione del gruppo da Daniele Conti, pure lui a rischio processo. La base logistica si sarebbe poi spostata in un deposito in via Poggio Sannita, di Sandro Savini, e in un altro magazzino in via della Tenuta del Cavaliere, di Daniele Cianconi. Per l'accusa, il capo del gruppo, organizzatore delle razzie, era Simone Daniele: nel capo di imputazione si sottolinea che «dettava le metodologie operative da adottare» per depredare i mezzi Ama. Massimiliano Ponzo, meccanico del deposito aziendale di Rocca Cencia, aveva il compito di individuare i clienti a cui vendere il carburante. Della banda, per l'accusa, faceva parte anche Cristian Argeni, che avrebbe diverse volte eseguito materialmente le operazioni di travaso. I fatti contestati vanno dal febbraio al maggio 2021. Dalle intercettazioni agli atti del fascicolo era emerso un dettaglio inquietante: per giustificare i mancati giri di raccolta, e per depistare le indagini, alcuni indagati non avrebbero esitato a danneggiare i furgoncini, rompendo fusibili e, addirittura, cercando di tagliare i fili dei freni. Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio anche per Emiliano Fedeli: non fa parte dell'associazione a delinquere, ma avrebbe comunque sottratto carburante da rivendere. Anche i clienti sono finiti nei guai: sono in 9 e pure loro rischiano il processo con l'accusa di ricettazione, per avere comprato carburante rubato.

LE CARTE AZIENDALI
Non è tutto. L'inchiesta ha scoperchiato anche un'altra abitudine illegale di diversi dipendenti dell'azienda comunale. In 7 sono accusati di avere utilizzato in modo indebito le tessere carburante messe a disposizione dall'Ama. Stefano Cirulli e Massimo Farotti, per esempio, si sarebbero accordati con un benzinaio in via Flaminia Nuova che li avrebbe aiutati a sottrarre gasolio e benzina. Nel capo di imputazione si legge che Cirulli si sarebbe appropriato della miscela per 104.161 euro, mentre Farotti per 97.381 euro. In questo caso i fatti sarebbero stati commessi nel 2018 e fino al 5 aprile 2019. Altri cinque dipendenti infedeli, invece, avrebbero utilizzato le carte carburante intestate all'Ama, senza esserne titolari, per fare rifornimento a mezzi privati. Si parla di ammanchi per altri 30mila euro.

 

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