La casbah intorno al Vaticano. Negozianti esasperati: «Qui comandano gli abusivi»

Via della Conciliazione (Toiati)
di Lorenzo De Cicco
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Venerdì 18 Aprile 2014, 17:40 - Ultimo aggiornamento: 20 Aprile, 17:21

La casbah intorno al Vaticano aspetta la canonizzazione dei due papi. La giungla di ambulanti illegali e bancarelle abusive non si ferma neanche a pochi giorni da uno degli eventi più attesi dell'anno a Roma, dove confluiranno milioni di turisti da tutto il mondo. I commercianti della zona usano toni da resa: «Quella con i vucumprà è una partita persa. Ieri degli ambulanti inseguiti dalla polizia municipale hanno perfino fatto cadere una ragazza», racconta un commerciante di Borgo Pio.

Occhiali, cappelli, foulard, cinte e orologi. Sui tappeti degli ambulanti trovi di tutto. Merce contraffatta, ovviamente. E ora spuntano anche i gadget per la canonizzazione. Negozianti e residenti della zona sono esasperati.

«I vucumprà sono i padroni del quartiere – dice Ilaria Bussiglieri, presidente dell'Associazione commercianti di via della Conciliazione - Chi amministra questa città si dovrebbe vergognare. Quello degli ambulanti in zona Vaticano è un problema che va avanti da anni ed è sempre peggio. Fino ad oggi sono state fatte solo promesse, a partire dall'annuncio di nuove pattuglie nella zona. Non le ha viste nessuno».

«Solo quattro uomini coprono la zona», raccontano i commercianti. E così i venditori illegali hanno gioco facile. «Via di Porta Angelica e Castel Sant'Angelo sono un tappeto di ambulanti. E lo stesso vale per via della Conciliazione. Dopo anni di assoluto disinteresse nei confronti del fenomeno il numero degli ambulanti è cresciuto esponenzialmente. Pensavamo che almeno di fronte a questi eventi si potesse fare qualcosa, invece non è cambiato nulla».

Per i negozianti della zona è anche un danno commerciale. «A noi ci multano anche per uno scontrino non rilasciato - continuano dall'Associazione di via della Conciliazione - Intorno invece prolifera una zona di sommerso a cielo aperto. Migliaia di euro che ogni giorno vengono incassati al nero, senza versare un euro di tasse. E tutto con merce illegale contraffatta».

lorenzo.decicco@ilmessaggero.it

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