ROMA

Roma, è morto il minorenne vittima del blackout: «Qualcosa lo turbava» `

Mercoledì 28 Febbraio 2018 di Marco De Risi e Raffaella Troili
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Amava il calcio, era un'eccellenza della scuola, un gigante in tutti i sensi. Ma non ce l'ha fatta. È morto il ragazzo di 14 anni di Tivoli che venerdì sera è stato trovato dal padre impiccato nel bagno di casa e salvato da una pattuglia del commissariato che, quasi miracolosamente, aveva ripristinato il battito cardiaco. Ieri mattina, il minore è deceduto al Gemelli dove era ricoverato in Terapia Intensiva pediatrica: le lesioni al cervello procurate dalla mancanza prolungata d'ossigeno sono state fatali. Ma qualcosa sembra non quadrare nella ricostruzione del movente del suicidio. Per gli agenti di polizia manca ancora un motivo, anzi, l'ipotesi del gioco finito male potrebbe perdere corpo. Le indagini così continuano senza sosta. Il padre del ragazzo, un medico, aveva detto a caldo agli investigatori: «Mio figlio avrebbe potuto fare il gioco del blackout, mi aveva fatto vedere un video qualche giorno prima».

IL SOFFOCAMENTO
Quello del blackout, gioco del soffocamento conosciuto anche sotto le voci Fainting game o Choking game, è l'ennesima pratica sciocca in voga tra i teenager: in questa variante gli adolescenti cercano di soffocarsi per provocarsi stati di euforia che poi condividono sui social. Un atto estremo nel quale si arriva volutamente a perdere i sensi per trarne poi piacere. Però i conti non tornano completamente, l'ipotesi del blackout anche se non è stata ancora esclusa avrebbe perso consistenza: non si trova alcun indizio che indichi davvero cosa è accaduto per spingere un ragazzino a impiccarsi nel bagno con il cavo della play station legato all'estremità di un termosifone verticale.

Il minore, figlio unico, era alto, pieno di vita, la polizia che sta passando al setaccio la vita del ragazzo non riesce a capire cosa possa essere scattato nella mente del suicida per chiudersi in serata nel bagno fino a quando i genitori preoccupati dal suo lungo silenzio sono andati a cercarlo, sfondando la porta. Gli agenti hanno parlato con gli insegnanti. Il ragazzo morto al Gemelli era considerato un'eccellenza dal punto di vista scolastico. I suoi voti sono stati sempre altissimi. Ma era anche un giovane aperto e capace d'interagire con i compagni, con i quali condivideva la passione per il pallone. Gli investigatori hanno ascoltato gli amici e così escluso che potesse essere vittima di bullismo. In casa non è stato trovato alcun biglietto di addio, né sul suo pc tracce del fantomatico gioco del blackout. Almeno per ora gli agenti non mettono in dubbio che il ragazzo si sia tolto la vita, ma vogliono capire fino in fondo il vero motivo. Se qualcosa lo turbava, se era davvero sereno. Dal ritratto che ne hanno fatto quanti lo conoscevano, non sembrerebbe il tipo di ragazzo interessato a provare la pratica del blackout. Purtroppo non ce l'ha fatta fa sapere il Gemelli «a seguito dei danni irreversibili dovuti all'asfissia per l'arresto cardiaco provocato dal suo gesto». Amici e parenti si sono stretti attorno ai genitori. Increduli tutti, qualcuno parlava del gioco del blackout forse visto sul telefonino, ma fino in fondo ancora non ci credeva. I genitori hanno autorizzato l'espianto di organi.
  Ultimo aggiornamento: 1 Marzo, 00:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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