Roma, le nuove zone a 30 all'ora: si parte in estate dal rione Monti

Lunedì 21 Maggio 2018 di Camilla Mozzetti
Da intere zone dove le auto non potranno superare i 30 chilometri orari ai quartieri dove sarà istituita la mobilità lenta. Il modello di sostenibilità urbana che il Campidoglio punta a realizzare in tempi brevi è ispirato agli esempi che, da almeno un decennio, sono entrati in vigore in molte città francesi e in diverse cittadine del nord Italia come Castenedolo, in provincia di Brescia.

L'amministrazione comunale procede a passo spedito verso la realizzazione delle zone 30, quelle aree in cui la velocità dei veicoli, soprattutto per la sicurezza dei pedoni, non potrà superare un certo limite. Il progetto pilota dovrebbe trovare la sua prima applicazione nei prossimi mesi nel rione Monti dove sarà creata la prima isola ambientale della Capitale, che vedrà per l'appunto la realizzazione di un'ampia zona 30 al suo interno. A questa si aggiungerà poi un'altra dozzina di quartieri dove la mobilità cambierà volto a favore di pedoni e ciclisti.

L'ESEMPIO PILOTA
L'ultima conferenza dei servizi per un gruppo di vie a Monti dove la velocità massima dei veicoli sarà ridotta ai trenta chilometri orari, è al momento bloccata. Il dipartimento Mobilità dovrebbe riprendere in mano la questione. Ma non è questa l'unica parte di Roma che l'amministrazione pentastellata intende modificare. Dopo Monti, sarà la volta del Pigneto, di Ostia Antica e di Casal Bertone dove sarà creata per ognuno di questi quartieri una zona a velocità ridotta ma anche un intervento di riqualificazione tra cui l'ampliamento dei marciapiedi. I progetti sono in corso d'opera e le prime bozze, con la rete di strade interessate, dovrebbero arrivare entro l'autunno. Non finisce qui.

Anche grazie all'approvazione della delibera sulle linee-guida del Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile, Palazzo Senatorio si è dotato di un nuovo strumento per attuare una rivoluzione dell'intera mobilità cittadina. All'interno delle linee-guida, infatti, vengono elencati tutti gli obiettivi che si intendono raggiungere e gli strumenti per poterlo fare, attraverso una compartecipazione tra Agenzia per la Mobilità, Campidoglio e residenti. Tra i traguardi che si vogliono tagliare anche il piano per la cosiddetta mobilità lenta che vuole oltrepassare il concetto delle zone 30 come semplici ambiti di riduzione della velocità dei mezzi. Tecnicamente l'amministrazione ha individuato attraverso una geolocalizzazione alcuni quadranti della città, inseriti nei municipi nei quali valorizzare e promuovere mobilità alternative, «interconnesse si legge nelle linee-guida del Pums per mezzo della rete ciclopedonale e il trasporto pubblico».

I NUOVI PROGETTI
Il piano ambisce a modificare l'assetto di almeno un'area a Municipio e già ci sono le prime risultanze. Dato per certo il quadrante di Monti, le carte del piano annoverano anche la zona intorno al Vaticano (Borgo e Prati) ma anche Pietralata-Tor Cervara, Garbatella, Eur, Axa-Malafede. A delineare l'assetto, anche i cittadini che hanno suggerito all'amministrazione altre zone in cui realizzare anche le isole ambientali. Tant'è vero che sul sito internet del Pums si contano diverse proposte che annoverano l'area intorno a Grotta Celoni, quella limitrofa al Collatino e al Sant'Onofrio.

Nella pratica un'area a mobilità lenta sarà caratterizzata da più fattori. Ci saranno dei limiti di velocità ma anche delle zone pedonali, dei tratti in cui potranno essere installati dei dossi artificiali per far rallentare le vetture più indisciplinate e finanche parti in cui si potrà procedere soltanto in bicicletta. Alla fine si dovrebbe riuscire a ottenere o almeno è questa l'ambizione del Campidoglio una riqualificazione di interi quartieri. Ogni zona a mobilità lenta, nelle premesse, diverrà «un elemento di identificazione, caratterizzazione dell'identità locale e coagulazione di elementi di inclusione, aggregazione e rilancio economico conclude la specifica delle linee-guida del Pums basato sulla valorizzazione degli elementi propri di ciascun territorio».
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