Roma, frigo, materassi, divani abbandonati: ferma in Comune la stangata anti-ingombranti

Domenica 26 Agosto 2018 di Andrea Bulleri
Divani, frigoriferi e materassi sono un “evergreen”. In estate poi spuntano ventilatori rotti, vecchi condizionatori e quello che proviene dai garage svuotati durante le ferie. L’inciviltà non va in vacanza e così, in queste ore di controesodo, migliaia di romani di ritorno sulla Capitale saranno accolti da un – non inedito – panorama di rifiuti ingombranti, abbandonati vicino ai cassonetti o sul ciglio delle strade. Fra vecchio mobilio ed elettrodomestici fuori uso, si stima che ogni giorno, nel perimetro del raccordo, vengano scaricate in strada all’incirca venti tonnellate di materiale.

La situazione, nelle stanze di Palazzo Senatorio, aveva già fatto scattare l’allarme tempo fa: lo scorso settembre, la giunta di Virginia Raggi dichiarò guerra agli incivili, mettendo a punto un inasprimento “monstre” delle sanzioni per chi si disfa dell’imondizia in barba alle regole. Peccato che, quasi un anno dopo, quel provvedimento sia rimasto lettera morta.

La stangata era contenuta nel nuovo “Regolamento della gestione dei rifiuti”, il documento che stabilisce gli importi delle multe da comminare a chi abbandona materiale inquinante o ingombrante ai bordi delle strade, invece di consegnarlo ai vari centri di raccolta Ama o di prenotare il ritiro (gratuito) a domicilio. In particolare, rispetto al vecchio codice del 2005 si prevedevano aumenti delle sanzioni anche superiori al mille per cento: era questo il caso dei rifiuti speciali (come calcinacci, batterie dell’auto o vernici e solventi), per il cui smaltimento non corretto la contravvenzione sarebbe dovuta passare da 25 a 300 euro.

“Botta” da 450 euro per chi veniva beccato a scaricare materassi o televisori, quattro volte tanto la sanzione minima tuttora in vigore (103 euro). Per non parlare dell’incendio dei rifiuti: se oggi chi compie questa pratica (illecita) viene punito con un’ammenda che va dai 25 ai 500 euro, con la riforma la sanzione sarebbe salita all’importo unico di 450 euro, circa 18 volte il minimo precedente. Eppure per qualche motivo la bozza del nuovo regolamento, approntata nel settembre 2017, non ha mai visto la luce: il testo non è mai arrivato neppure sul tavolo della commissione ambiente.

Tanto che il coordinatore romano di Forza Italia Davide Bordoni, che della commissione è vicepresidente, annuncia che presenterà un’interrogazione in merito. E dire che l’argomento è uno di quelli che più sta a cuore alla maggioranza pentastellata del Campidoglio. In questi giorni, la stessa Virginia Raggi ha più volte tuonato dai propri account social contro «gli incivili che sporcano Roma», chiedendo ai cittadini di segnalare all’amministrazione i casi di abbandono selvaggio di cui si siano resi testimoni.

L’ultimo, rilanciato dal profilo Facebook della sindaca, solo tre giorni fa: un uomo che gettava mobilio da un camioncino a Ponte Malnome, periferia ovest della città, multato per 600 euro. Per di più a poca distanza da un’isola ecologica. Due giorni prima, sempre sul social, Raggi annunciava la rimozione di un materasso in via Filarete a Torpignattara, anch’esso ripreso con il cellulare da un residente. Il problema è che tra la segnalazione e l’intervento dell’Ama passano spesso settimane.
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