Ravera, esperimento fallito alla regione Lazio: l'assessore-scrittrice ai saluti

Ravera, esperimento fallito alla regione Lazio: l'assessore-scrittrice ai saluti
di Simone Canettieri
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Giovedì 15 Marzo 2018, 11:10 - Ultimo aggiornamento: 16 Marzo, 07:46

Lidia Ravera si dice fiera di «non aver voluto imparare le tecniche della politica in questi cinque anni». E che «gli intellettuali devono dare una mano al governo, ma il nostro compito è un altro». Assessore regionale alla Cultura con la giunta Zingaretti, l'autrice di Porci con le ali e di un'altra trentina di romanzi non ci sarà questa volta per il bis. Lei dice che, insomma, ha già dato e che era stanca «di farsi massacrare». I consiglieri di maggioranza uscenti e parte di quelli attuali hanno tirato invece un bel sospiro di sollievo: «E meno male!».

Perché la convivenza con la scrittrice - così alta nei ragionamenti ma così poco predisposta al lavoro di ordinaria amministrazione - non è stato semplice. Quasi sempre assente in commissione e in consiglio, così eterea rispetto al mondo circostante. Tanto che ammette proprio Ravera senza problemi: «Io sono altra cosa, rispetto al mondo politico, né meglio né peggio, quindi preferisco dedicarmi ai miei romanzi».

LA DIVERSITÀ
La super intellettuale engagée ha sempre rivendicato la propria differenza in questa esperienza rispetto agli altri e ora fa il bilancio del lavoro svolto: «Sono fiera - racconta - della mia azione, grazie al mio stupendo staff ho costruito ponti culturali per i prossimi 10 anni».

Iper critica con Matteo Renzi e la sua rottamazione («Gli ho dedicato un romanzo distopico, si chiama Gli scaduti»), adesso fa il tifo per Zingaretti in versione scalata del Nazareno. E soprattutto caldeggia l'accordo con il M5S, in Regione e per il Governo, inserendosi così in un solco già arato. «Nei grillini c'è una componente di sinistra, con loro si può parlare, con gli altri no. L'ho visto nel mio piccolo in commissione Cultura: potevo parlare secondo voi con Storace?». Ravera - che sicuramente avrà letto Perché siamo antipatici. La sinistra e il complesso dei migliori di Luca Ricolfi - si augura che dopo di lei, Zingaretti scelga un altro intellettuale per occuparsi di Cultura. Zingaretti dopo Ravera sembra orientato proprio nel verso opposto.

 

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