Roma, mamma morta da 14 anni, il figlio incassa la sua pensione

Giovedì 19 Aprile 2018 di Adelaide Pierucci
Non ha perso una sola mensilità. Per quattordici anni si è presentato, puntuale, allo sportello dell'ufficio postale vicino casa, in via di Grottarossa, a Roma Nord, e ha riscosso la pensione della madre morta. E se qualcuno gli chiedeva come stesse la signora Cornelia, l'anziana mamma, rassicurava: «E' piena di acciacchi, sta sempre chiusa in casa. Ma vista l'età, più di novant'anni, non ci lamentiamo». Invece mamma Cornelia era morta anni prima. Tanto che quando nel 2003 a Stefano M., all'epoca più che cinquantenne e con pochi soldi in tasca, è balenato in mente di riscuotere la pensione per conto di lei, sfruttando una vecchia delega, la vecchietta era già al camposanto da un pezzo, da oltre tre anni.
Superato il rischio, altissimo, della prima riscossione, l'uomo, non si è più neanche imbarazzato. Con nonchalance nel giorno prestabilito per la consegna delle pensioni si metteva in fila allo sportello delle Poste, tirava fuori la delega e i relativi documenti, riscuoteva, salutava con garbo e, soddisfatto, spariva. Ora, almeno a livello ipotetico, rischia di dover restituire il malloppo: 104.365 euro. L'Inps, che lo ha stanato e denunciato, batte cassa. Ieri intanto l'indagato è stato rinviato a giudizio a piazzale Clodio. Il gip Lorenzo Ferri, su richiesta del pm Andrea Cusani, lo accusa di truffa aggravata. L'indagine era nata su segnalazione dell'ufficio legale dell'Inps dopo un controllo a tappeto dei centenari, ma anche ultranovantenni, che risultavano ancora destinatari di accrediti. Pensionati che, come Cornelia V., è poi risultata morta da un pezzo.

La denuncia è scattata l'estate scorsa, dopo che l'uomo dal primo gennaio del 2003 fino al 30 aprile 2017 si era appropriato, per 172 mensilità, di soldi non suoi. Il pm Roberto Felici, che ha coordinato gli accertamenti, nella richiesta di rinvio a giudizio ha sottolineato l'inganno teso dall'indagato agli impiegati dell'ufficio postale di Grottarossa prima, e dell'Istituto nazionale di previdenza poi. Ascoltato dai carabinieri l'uomo non aveva negato l'inganno. «Non lavoravo - ha spiegato - E poi negli ultimi anni mi sono anche ammalato». E chissà per quanti anni ancora sarebbe andata avanti il raggiro se i funzionari dell'Inps non avessero fatto riscontri sulle date di nascita (dal 1902 al 1914, i primi anni del secolo scorso) ma anche di morte dei pensionati centenari. Non si tratta di un record comunque. Anche una sessantenne dell'Alessandrino è riuscita a riscuotere per quattordici anni la pensione della madre morta nel lontano 1998. L'accusa anche per lei chiara: «Con artifici e raggiri consistiti nell'omettere di comunicare il decesso avvenuto il 18 aprile 1998 della madre, titolare della pensione Inps e nel continuare a usare la delega a suo tempo rilasciatagli per la riscossione dei relativi mandati presso l'Ufficio Postale di Roma 57 - riporta il capo di imputazione - l'indagata inducendo in errore l'Inps che per 14 anni continuava a versare i ratei mensili della pensione». La scoperta nel 2014, il gruzzolo 112.000 euro.
  Ultimo aggiornamento: 20 Aprile, 09:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA