Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Roma, uccisa dal marito voleva essere cremata: per ritardi burocratici il suo cadavere è ancora in un deposito

Roma, uccisa dal marito voleva essere cremata: per ritardi burocratici il suo cadavere è ancora in un deposito
di Raffaella Troili
3 Minuti di Lettura
Giovedì 2 Giugno 2016, 09:11 - Ultimo aggiornamento: 3 Giugno, 10:50

Non c'è pace per Susi, segregata per una vita dal marito-padrone, finita stesa in un deposito del Verano da un mese e mezzo. Assunta Finizio, 51 anni, dopo una vita di minacce e violenze era scappata dalla casa di Corcolle con il figlio. Per questo Augusto Nuccetelli, che non si rassegnava a quell'improvvisa presa di posizione, l'ha uccisa il 20 aprile scorso. Con un tranello le ha dato appuntamento in un bar di via di Lunghezza, lei non si aspettava che l'uomo che per oltre vent'anni l'aveva isolata dal mondo, le stesse per tendere un agguato. Erano le 19,30 quando l'ha colpita a morte, sparando più volte con una 44 magnum.

LA TRAFILA
Da allora la famiglia cerca di esaudire quello che era un desiderio di Susi: essere cremata, come sapeva Andrea, il figlio 17enne. Ma chi deve dare l'ok è irreperibile. Una trafila infinita che ha gettato altro sconforto tra i parenti. «Dopo una settimana - racconta la sorella Mary Finizio - abbiamo iniziato la trafila burocratica. All'agenzia funebre ci hanno informato che per legge la cremazione deve essere autorizzata da almeno due parenti di primo grado. Ma mio papà è morto a febbraio, ci sono solo mia madre e il figlio, che però è minorenne». Se fosse maggiorenne basterebbe solo il suo consenso, ma in questo caso non basta quello della mamma. «Abbiamo deciso di rivolgerci al giudice tutelare, in modo che potesse affidare a me la tutela di Andrea. Nella prassi ci vogliono un paio di mesi, ma Susi è lì chiusa al Verano, abbiamo deciso di muoverci, anche perché la nostra pratica non era neppure ancora arrivata davanti al giudice, era ferma in Questura».
 

La famiglia è andata direttamente al Tribunale dei Minori, con l'avvocato. «E' stato ascoltato Andrea, si sono tutti commossi, messi le mani nei capelli, abbiamo parlato con il giudice ci ha assicurato: nel giro di una settimana prendiamo una decisione». Ossia affidare la tutela del minore alla zia (che già si occupa di lui) «in modo da poter finalmente far cremare mia sorella. Era un mese fa quando siamo stati ascoltati». Mary non si dà pace, un altro schiaffo a quella sorella che ha subìto tanto. «Per accelerare i tempi abbiamo proposto al giudice di autorizzare al posto di Andrea la cremazione, successivamente prendere la decisione sull'affidamento». Ma niente. «L'avvocato va e viene dal Tribunale, le rispondono sempre ci rendiamo conto ma il giudice non c'è, ora è assente, ora è in ferie. E mia sorella sta ancora in un deposito, che avvilimento, non si finisce mai di soffrire, non è giusto, non è normale. Già è così difficile andare avanti, non riesco a vivere pensando che Susi sia lì dentro, mia madre è crollata, io penso ad Andrea, che ha finito scuola. Delpadre non vuol saperne, ha rifiutato la sua richiesta di vederlo, per Andrea è morto anche lui».