Roma, incendio all'ospedale San Camillo: un morto. Evacuati due piani di un padiglione. «Fiamme da sotto il letto»

Roma, incendio all'ospedale San Camillo: un morto. Evacuati due piani di un padiglione. «Fiamme da sotto il letto»
di Mauro Evangelisti e Alessia Marani
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Domenica 1 Maggio 2016, 01:52 - Ultimo aggiornamento: 3 Maggio, 09:04

Incendio nella notte di sabato all'ospedale San Camillo, un paziente di 65 anni è morto carbonizzato in circostanze ancora misteriose. Il rogo si è sviluppato in una stanza del reparto di Medicina, al secondo piano del padiglione Maroncelli. I vigili del fuoco hanno deciso di evacuare, per ragioni precauzionali, due piani della palazzina. Sono settanta i pazienti spostati in altre zone dell'ospedale, ma nel reparto del fuoco erano 16 i malati ricoverati.

Ciò che risulta inspiegabile è il fatto che, all'improvviso, le fiamme si siano alzate da sotto il letto: erano molto intense, tanto che hanno fuso gli infissi di alluminio. I vetri sono scoppiati, il controsoffitto ha ceduto. Il reparto era stato rinnovato e quindi era a norma e l'apparecchio dell'ossigeno era spento. Il reparto, inoltre, era chiuso dall'interno come è prassi di notte. I vigili del fuoco, domenica mattina, ancora parlavano di ' cause imprecisate' che hanno dato origine all'incendio. 

La vittima, Gheorge Andoni di origine moldava, residente a Ostia, era in ospedale a causa dell'amputazione di un piede. Era stato precedentemente ricoverato in Rianimazione e da lì spostato a Medicina. Secondo alcune testimonianze risulta avesse anche gravi problemi mentali. Piu' volte aveva tentato di scavalcare le sbarre del letto per scendere senza il consenso dei sanitari.

Sabato sera Andoni avrebbe ricevuto la visita della figlia e di altri due familiari, ci sarebbe stata tensione tra i familiari, qualcuno li ha sentiti discutere prima di lasciare l'ospedale, quando era ormai molto tardi, le 23.30. Proprio domenica primo maggio, quest'anno, ricade poi la Pasqua ortodossa. Alla vigilia la tradizione vuole che alla mezzanotte si accendano lumini. Gli investigatori stanno verificando se siano stati introdotti anche nella stanza di Andoni. Domenica pomeriggio, nonostante fossero stati avvisati del decesso da diverse ore, ancora nessuno dei familiari si era presentato all'obitorio. 

Il moldavo era nella stanza con un altro paziente che non risulta avere subito conseguenze perché è riuscito a scappare in tempo. «Ho visto le fiamme sotto al suo letto» ha raccontato il compagno di stanza della vittima che ha dato l'allarme. Un'infermiera e le guardie giurate sono accorse, ma non sono riusciti a salvare il paziente, portando in salvo però altre 18 persone. 

 

Ancora da accertare le cause del rogo.  La tragedia è avvenuta prima dell'una. La chiamata alla polizia è arrivata alla mezzanotte e ventidue minuti, dopo pochi minuti gli agenti del commissariato Monteverde erano già sul posto. L'allarme antincendio continuava a suonare, gli estintori secondo le prime indagini erano in regola.
Sta indagando la polizia scientifica, ma ciò che è certo è che all'interno della stanza non vi erano macchinari in funzione. E  il letto stesso non era azionato da macchinari elettrici ma era del tipo a manovella. Il lattice del materasso, secondo gli investigatori, potrebbe avere velocizzato la propagazione delle fiamme. Saranno i risultati di laboratorio sui campioni repertati a chiarire se vi fossero materiali liquidi o combustibili che potrebbero avere preso fuoco, magari originati da una sigaretta o altro innesco. «Una commissione di inchiesta indagherà su quanto avvenuto» spiega Alessio D'Amato, direttore della cabina della regia della sanità regionale, che questa mattina ha svolto un sopralluogo al San Camillo. Il reparto è sotto sequestro.

In ospedale nella notte era accorso il direttore generale dell'ospedale San Camillo, Antonio D'Urso: «Impossibile capire in questo momento cosa abbia causato l'incendio. Sappiamo solo che c'era un altro paziente presente nella stanza: è incolume, è ancora degente in ospedale. I sistemi di segnalazioni dell'incendio hanno funzionato e anche il personale è stato rapido nel gestire l'emergenza. Tutti i pazienti stanno bene e la situazione è sotto controllo. Squadre tecniche, infermieri, direzione sanitaria sono all'opera. I malati di quel reparto sono stati accolti in altri reparti».

Alle 11 di domenica mattina tutti i primari dell'ospedale sono stati convocati dalla direzione generale per valutare insieme le strategie per affrontare l'emergenza e gestire i degenti sfollati. Nel reparto, che resta chiuso, erano ricoverate 17 persone. Mentre un'altra cinquantina di pazienti che erano in un'area limitrofa evacuata per sicurezza, già nel pomeriggio di domenica dovrebbero rientrare. La Regione sta seguendo gli sviluppi della vicenda. Anche se i tempi di reazione dell'ospedale sarebbero stati veloci: la squadra antincendio interna sarebbe entrata in azione in 11 minuti. Ma nonostante il materiale ignifugo del letto, per il moldavo, amputato a un piede in precedenza, non vi sarebbe stato scampo.

Gli inquirenti, intanto, stanno cercando di ricostruire il profilo del paziente deceduto, raccogliendo informazioni. Al momento la sua cartella clinica non sarebbe stata ancora reperita, ma a quanto si apprende il moldavo sarebbe stato affetto da una grave demenza.

In un comunicato, a mezzogiorno di domenica, la direzione ospedaliera ha chiarito che «immediatamente sono entrati in funzione i sistemi di sicurezza e il personale dell'azienda ha provveduto a spegnere l'incendio prima dell'arrivo dei vigili del fuoco e ad evacuare i pazienti in zone sicure». Parla di «17 pazienti trasferiti nella parte opposta del padiglione» e di altre 40 persone «trasferite in day hospital  trasformati in posti di degenza». A proposito della vittima la direzione spiega che era 'ricoverata dopo un intervento di tipo neurochirurgico' e che fosse 'affetto da gravi disturbi cognitivi'. 'Secondo i primi accertamenti - si legge nella nota - nella stanza da dove si è ns i luppolo l'incendio non erano presenti apparecchiature medicali, ne' altri materiali. Il letto dove si trovava il malato deceduto era di tipo manuale e come di norma con materasso ignifugo. Il direttore generale esprime cordoglio per la morte del paziente e condoglianze ai familiari'.

Anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha voluto esprimere il proprio cordoglio per la morte del paziente ricoverato al San Camillo. "Voglio esprimere le mie condoglianze e quelle della Regione Lazio ai familiarri del paziente deceduto all'ospedale San Camillo - ha detto - Un dolore vero, un episodio terribile che solo il pronto intervento degli operatori dell'ospedale -che ringrazio - e dei sistemi antincendio e di sicurezza della struttura hanno impedito potesse avere conseguenze ancora più gravi. Ho subito istituito una Commissione che, in supporto all'attento lavoro già in atto da parte della magistratura e delle forze dell'ordine, ci permetterà in giorni pochi di conoscere e di rendere pubbliche le cause che hanno portato a questo grave incidente".

Al lavoro ci sono anche gli ispettori inviati dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin insieme ai carabinieri del Nas che dovranno verificare se tutti i protocolli antincendio siano stati rispettati.

La struttura ospedaliera ha subito attivato un'unità di crisi che ha "salvaguardato le attività di emergenza e quelle  oncologiche" fa sapere in una nota l'ospedale che conferma che i pazienti trasferiti a causa dell'incendio rimarrano ricoverati in altri reparti. In tarda serata l'ospedale ha ribadito che "gli impianti di rilevazione incendi sono entrati in funzione regolarmente e che il pronto intervento della squadra anticendio aziendale e degli operatori sanitari presenti  formati alla prevenzione "antincendio alto rischio" ha permesso di scongiurare conseguenze più drammatiche". 

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