Ikea, bandiere a mezz'asta e sui social è ironia: «Diciamo alle mogli che sabato è chiuso per lutto»

di Laura Bogliolo
Bandiere a mezz'asta, un minuto di silenzio alle 16 e nient'altro. Sui social continua ad esserci un appello: «Uomini unitevi, diciamo alle mogli che sabato Ikea è chiusa per lutto...». La speranza di molti mariti pantofolai e allergici allo shopping, di saltare la consueta passeggiata settimanale tra i mobili del colosso svedese del design democratico sfuma, perché le due sedi romane di Anagnina e Porta di Roma resteranno aperte.

Nessun evento speciale dopo la morte del fondatore Ingvar Kamprad, 91 anni, l'inventore dei mobili componibili per tutte le tasche. La frenesia all'acquisto di oggetti diventati ormai icone proseguirà senza variazioni, anche se ieri molti romani hanno visitato gli enormi spazi gialli e blu con la speranza di trovare occasioni speciali.

«Per la morte del fondatore di Ikea non organizzate qualche giornata di promozione?» chiedevano i clienti. Non è chiaro perché il saluto a uno degli uomini più ricchi del mondo, conosciuto anche per la sua parsimonia, dovesse coincidere con qualche sconto. Fatto sta che in parecchi speravano di trovare qualche sorpresa.

Ikea, ormai, è diventa protagonista della cultura pop, un brand di massa che appassiona, fa sognare, tanto che in Cina, a Nanjing, andava di moda anche sposarsi dentro la sede. A Roma, dove il 15 dicembre i dipendenti hanno scioperato per esprimere solidarietà a colleghi mandati via, spesso si vedono mariti annoiati, ma anche coppie entusiaste di trovare mobili di ogni genere low cost. Ieri un po' di delusione per chi si aspettava super-offerte per celebrare Mr Ikea.  

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