Roma, bicarbonato ai malati per curare i tumori: oncologo condannato

Martedì 16 Gennaio 2018 di Marco Carta
Garantiva guarigioni miracolose dal tumore al cervello, grazie ad una terapia a base di infusioni di bicarbonato. Ma la sua cura era un bluff. E dopo aver provocato la morte del 27enne Luca Olivotto, ieri mattina per Tullio Simoncini, già radiato dall'ordine dei medici, è arrivata la condanna a 5 anni e sei mesi per omicidio colposo ed esercizio abusivo della professione. A deciderlo è stato il giudice monocratico che ha inflitto due anni di reclusione anche al suo collaboratore, il radiologo Roberto Gandini. C'era anche lui, infatti, a Tirana nella clinica delle speranze dove Simoncini faceva transitare i suoi pazienti, tra cui proprio Olivotto, che perse la vita nell'ottobre del 2012. Il giovane catanese era andato in Albania con la speranza di guarire dalla sua malattia, una neuropasia cerebrale. Invece morì due giorni dopo l'inizio della terapia.

I FATTI
Il viaggio della speranza in Albania, la spesa di 20mila euro per il trattamento e la certezza di una guarigione. Zero rischi e zero controindicazioni, oltre al «70% di possibilità di riuscita della terapia». Almeno così aveva assicurato alla famiglia del paziente il sedicente medico Simoncini, che in Italia non poteva più esercitare da tempo, dopo una condanna per omicidio colposo e per truffa risalente al 2006 e la conseguente radiazione dall'ordine professionale. Olivotto aveva scoperto Simoncini su Internet, nonostante già nel 2010 l'Agcom (l'autorità garante della concorrenza e del mercato) avesse intimato all'uomo di sospendere «ogni attività diretta a promuovere la propria consulenza medica a pagamento e a prescrivere e ad applicare terapie per la cura di tumori e melanomi». E dopo aver incontrato il medico radiato decide di affidarsi al suo metodo rivoluzionario secondo cui il cancro non sarebbe nient'altro che un fungo, la candida albicans, che raccogliendosi in colonie ed incisterebbe il tessuto sano, formando delle masse. ll giovane prefigura l'esito positivo del trattamento, paventato in maniera ottimistica da Simoncini. E quando il 15 ottobre 2012 arriva presso l'Universal Hospital Group di Tirana si sottopone immediatamente alle prime cure a base di «dosi massicce di bicarbonato di sodio (complessivamente 200ml al 5% in due tempi)». Nonostante la patologia, Olivotto è entrato nella struttura clinica in buone condizioni. Ma dopo le somministrazioni di bicarbonato il suo quadro clinico si fa subito critico.

IL DECESSO
La terapia viene interrotta, ma ormai è troppo tardi. Nella struttura clinica di Simoncini, però, non ci sono nemmeno gli strumenti per affrontare l'emergenza in atto e Luca viene trasportato d'urgenza in un altro ospedale, dove morirà poco dopo per «arresto cardio circolatorio, conseguente a gravissima alcalosi metabolica da somministrazione endoarteriosa di bicarbonato di sodio». Luca Olivotto muore il 18 ottobre del 2012 a soli 27 anni, ma nonostante questo Tullio Simoncini continuerà a promuovere sulla rete il suo metodo miracoloso, uno dei tanti metodi alternativi privi di fondamenti scientifici. Terapie alternative che garantiscono miracolose guarigioni dal cancro grazie a piante come l'Aloe o la graviola, bypassando l'uso dei farmaci convenzionali. Come il «metodo Hamer», secondo cui il tumore sarebbe il frutto di un conflitto psichico, la teoria elaborata dall'ex medico tedesco (radiato negli anni 80) Ryke Geerd Hamer dopo la morte del figlio, ucciso nel 1978 nel corso di un incidente con un'arma da fuoco in cui fu coinvolto anche Vittorio Emanuele di Savoia.
  Ultimo aggiornamento: 10:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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