Atac in perdita taglia il 15% delle corse: ogni mese 100mila in meno. Scure sulle linee periferiche

Atac in perdita taglia il 15% delle corse: ogni mese 100mila in meno. Scure sulle linee periferiche
di Riccardo Tagliapietra
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Mercoledì 12 Marzo 2014, 09:39 - Ultimo aggiornamento: 14:26

Centomila mila corse al mese spariscono nel nulla. Autobus fermi nei depositi, mezzi che si rompono prima di prendere servizio, pezzi di ricambio che non ci sono. Il 15 per cento del monte totale dei viaggi programmati non si fa. I conti in Atac ormai non tornano più. La situazione appare disperata e i 16 milioni di chilometri in meno «fatturati» nel 2013 dall’azienda capitolina di trasporto pubblico rispetto a quelli previsti dal contratto di servizio, attraverso un’autocertificazione consegnata al Comune, sembrano un numero lontano per difetto dalla realtà. I dati sono peggiori di quanto registrato finora. Alcune linee periferiche sono state ridotte dalla necessità, non solo di fare quadrare i conti con manovre disperate, ma anche dal fatto che ormai la flotta e il numero di autisti non sono più sufficienti a garantire il servizio. I guasti improvvisi e i bus fermi nei depositi, in attesa di una riparazione, sono talmente tanti che le corse sono state inesorabilmente diminuite rispetto a quelle previste negli orari pubblicati da Atac. Vengono tagliati molti dei cosiddetti «rami secchi», come le corse in periferia a minor frequentazione. Il tutto per mantenere alta la frequenza nelle linee più popolate e ridurre, in qualche modo al minimo, i disagi.

I TAGLI

Capita quindi che il 105 o il 63 non subiscano particolari ritardi. In cambio, le corse meno frequentate, vengono ridotte, fino alla soppressione. Gli orari meno frequentati saltano completamente. A gestire parte del processo sono gli addetti di esercizio di piazza (a Termini sono 3, ad Anagnina e Ponte Mammolo, per fare un esempio, uno ciascun capolinea). Sono loro a fare partire le corse a seconda delle necessità e delle emergenze, queste ultime sempre più numerose proprio a causa delle continue rotture dei mezzi. L’azienda tende a rispettare gli orari più delicati, come le 7 di mattina, le 13 e gli orari serali previsti per i rientri dagli uffici. Per il resto, in Atac, si naviga a vista, secondo la testimonianza di autisti e impiegati coinvolti nelle manovre: qualche giorno fa la linea 791 è sparita completamente, per poi ricomparire il giorno seguente dopo vibranti proteste. Si aggiunge il problema autisti. Spesso, se c’è il mezzo, capita che manchi l’uomo da mettere alla guida, proprio per la difficoltà di gestire eventuali assenze per malattia, ferie, o altro.

I NUMERI

La voce più consistente dei tagli non è nota, il 60% delle centomila corse «sparite» mediamente ogni mese (il 15% circa del monte complessivo) avviene per motivi sconosciuti, o meglio non specificati. Il 20%, invece, salta per guasti ai mezzi, il 5% per la mancata uscita dei bus, causata da rotture o altro. Mentre traffico, manifestazioni e incidenti sono responsabili del 15 per cento delle mancate corse. Numeri che si traducono in disagi giornalieri per chi sale sui mezzi pubblici e che non sembrano diminuire. Al contrario, aumentano ogni mese.

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