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L'Appia Antica come Villa Borghese: il nuovo progetto prevede traffico limitato e più collegamenti

Appia Antica
di Laura Larcan
3 Minuti di Lettura
Sabato 22 Marzo 2014, 15:04 - Ultimo aggiornamento: 26 Marzo, 21:10

La via Appia Antica come Villa Borghese. Una nuova affinit per la Regina Viarum, che dovr essere ridefinita come un autentico parco accessibile da vari punti disseminati nei quartieri confinanti , con traffico limitato, velocità drasticamente ridotta, collegamenti con mezzi pubblici, e soprattutto con un percorso arricchito di nuovi monumenti acquisiti dai privati. Un piano complesso, ambizioso, ma costruito con l’idea di restituire all’Appia l’identità di parco archeologico, che ancora manca. Il progetto è stato illustrato ieri da Rita Paris, responsabile dell’Appia Antica per la Soprintendenza archeologica, nel corso del convegno «Archeologia e città: dai Fori imperiali all’Appia Antica». Il concetto è semplice ma rivoluzionario. «Pensare all’Appia non solo come una strada da percorrere dall’inizio e per chilometri, ma anche a una vasta area come villa Borghese alla quale si accede da punti diversi della città».

La viabilità è un nodo cruciale. L’Appia, infatti, sta per diventare una cosiddetta ”area 30” nel tratto di pertinenza comunale: da Porta San Sebastiano fino all’area del Mausoleo di Cecilia Metella, la velocità massima consentita alle vetture sarà di 30 chilometri orari, regolata da paline elettroniche e telecamere. Altro tema chiave, i collegamenti. «Bisogna creare accessi trasversali con mezzi pubblici, da punti strategici esterni lungo le aree di bordo dell’Appia», dice la Paris. Mappa alla mano, dal parco delle Tombe Latine, dallo Statuario di fronte alla Villa dei Quintili, dalla Stazione di Torricola (collegata con Termini) distante solo 10 minuti dall’Appia, dalla via Ardeatina.

I monumenti privati Operazioni clou, recupero e incremento del patrimonio pubblico. «Non si tratta di investimenti economici impossibili», commenta la Paris. In cifre, con 2,5 milioni si può restaurare l’ultimo tratto dell’Appia, dopo Via di Fioranello. E con 2 milioni di euro si può riqualificare e valorizzare un’area di un ettaro che la Soprintendenza ha ottenuto dal demanio militare, localizzata tra Via Appia e Via di Fioranello: «Vi regna ora il massimo degrado - lamenta la Paris - ma qui si può creare un punto di sosta e di ristoro, con parcheggio di auto e scambio con bici e mezzi elettrici. Quest’area può costituire un importante accesso all’Appia all’altezza dell’aeroporto di Ciampino da cui dista pochi passi».

Ci sono, poi, i casi dei tanti monumenti in mano ai privati: «I tre colombari di Vigna Codini, di proprietà dello Stato ma inseriti in proprietà private, i mausolei dei Calventii e dei Cercenii in stato di abbandono intrappolati da tre villette abusive, il Complesso di S. Urbano e il Casal Rotondo, usato solo per feste, e inaccessibile». Una spesa da 30 milioni.

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