Scomparsa Luciana Vecchi. La nipote: «Guardava alle diversità come una risorsa per un mondo migliore»

A destra, Luciana Vecchi insieme alla nipote
di ​Daniela Melone
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Mercoledì 21 Luglio 2021, 18:22 - Ultimo aggiornamento: 18:34

RIETI - Rieti piange la scomparsa di Luciana Vecchi, morta a 73 anni. Donna di altissimo spessore umano e culturale era molto conosciuta in città, per la sua attività di docente e dirigente scolastica alla Basilio Sisti.

 

Dedicava la sua vita agli altri, per i ragazzi dell’associazione Loco Motiva era un po' come una madrina, sempre presente. Impegnata nel mondo sindacale, amava l’atletica leggera, faceva parte della famiglia del Gruppo Giudici di Gara di Rieti e del Lions Club di Cittaducale.

«Era legata in mondo indissolubile al mondo della scuola come docente, come dirigente e sindacalista e al mondo dello sport e dei suoi valori, in modo particolare all’atletica». Così la ricorda la nipote, Annamaria Zanin. «Per me – aggiunge – è stata sempre una guida. Profondamente altruista e impegnata nel sociale per favorire l’inclusione delle persone meno fortunate, guardava alle diversità come un valore e una risorsa per un mondo migliore. Ha sempre creduto nei giovani e nel loro potenziale».

Anche Luigi Taddei, sindaco di Castel Sant’Angelo ricorda la particolare attenzione di Luciana Vecchi nei confronti dei più deboli. «Riuscimmo ad organizzare corsi di sci a Terminillo permettendo a tutti i ragazzi e le ragazze di partecipare. Risolvemmo i problemi economici finanziando l’iniziativa come Comuni o con la Comunità Montana del Velino. Organizzavamo corsi di disegno e di musica innovativi, come quello itinerante con Francesco Rinaldi e le sue canzoni che vedevano protagonisti i bambini e le favole dei comuni della Valle del Velino. Era una persona di grande pazienza e professionalità».

«È una grave perdita per il nostro gruppo. Noi giudici siamo come una famiglia e Luciana era una sorta di capostipite». Parla così Federica Barbante a capo del Gruppo Giudici di Gara di Rieti. Lo stadio Guidobaldi era stato una seconda casa per Luciana Vecchi, che fin da giovane aveva amato l’atletica leggera «con un dignitoso passato di lanciatrice del peso» sottolinea Barbante.

«Per me - aggiunge Barbante - Luciana è stata una guida, la donna che mi ha avvicinato al mondo dei giudici. Io sono stata un'atleta da giovane e quello dei giudici era l'altra faccia dello sport da me praticato. Lei mi ha insegnato la correttezza e la professionalità, come solo una professoressa sa fare e mi ha lasciato il suo ruolo da fiduciario provinciale quando ha voluto provare a crescere professionalmente, candidandosi alle elezioni regionali fino a diventare vice fiduciario del Lazio. Una donna a volte dura, con la quale ho avuto anche divergenze di vedute, un bel carattere, ma molto determinata nel suo ruolo di giudice. Come lo era stata nell'ambito lavorativo, anche in campo sportivo voleva crescere e soprattutto aiutare a migliorare il mondo dei giudici di atletica. E tanto ha fatto, conosciuta e amata da tutti, non solo a Rieti e nel Lazio. Ferma e determinata sono gli aggettivi che più le si addicono. Sapeva arruolare i giovani, forte anche del suo lavoro di insegnante prima e preside poi. Arrivava a fare lezioni per arruolare giudici anche al liceo sportivo di Amatrice,  lo sport e l'insegnamento erano la sua passione. A me ha dato tanto, mi ha insegnato come dirigere un gruppo, una donna determinata e amante dell'atletica, da oggi sarà dura, non sarà più la stessa cosa andare al camposcuola senza vederla arrivare col suo  passo lento e il sorriso sul volto perché sapeva che le gare stavano per iniziare». 

I funerali saranno celebrati domani, 22 luglio, alle 11 nella chiesa di Campoloniano. Volendo, al posto dei fiori, è possibile devolvere una offerta in favore dell’associazione Loco Motiva.

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