Pedofilia, il documento contro il Papa fa tremare i cardinali

Martedì 28 Agosto 2018 di Franca Giansoldati
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CITTÀ DEL VATICANO Per la Chiesa è arrivato il tempo delle domande dopo l'atto di denuncia dell'ex nunzio degli Stati Uniti che ha puntato l'indice sul pontefice, accusandolo con un memoriale choccante, chiedendone le dimissioni per non avere rimosso con solerzia un cardinale statunitense potentissimo, munifico nei confronti della Santa Sede, con evidenti addentellati in curia ma con il brutto vizio di molestare tutti i giovani seminaristi che gli capitavano a tiro. Ieri in Vaticano nessuno mostrava troppa voglia di commentare l'inedito episodio, come se il clima si fosse fatto improvvisamente pesante, forse anche per il timore dei controlli interni che da un po' di tempo in qua vengono avvertiti da chi ci abita o lavora.

LA SPALLATA?
Ma gli interrogativi non mancavano. La testimonianza di monsignor Viganò è il primo passo per dare la spallata al pontificato in corso o resta un episodio a sé, il semplice smottamento di un terreno divenuto col tempo più impermeabile e scivoloso. Mentre l'Osservatore Romano ne ridimensionava la portata derubricandolo a «un nuovo episodio di opposizione interna», quasi fosse una cosa normale chiedere a un Papa di lasciare l'incarico, al pari di un qualsiasi presidente di azienda, al di là del Tevere c'era chi andava oltre la teoria del complotto facendo intravedere i contorni della vera sfida che attende la Chiesa prossimamente. Una sfida ineludibile se non vuole perdere definitivamente peso nel mondo, se non vuole che la sua credibilità - nella gestione degli abusi - eroda alla base il bene che milioni di missionari svolgono in silenzio nelle zone più desolate del pianeta.

IL DOSSIER
Che il dossier delle molestie del cardinale McCarrick fosse noto in Vaticano è cosa risaputa, il punto è che quell'incontro sul quale il Papa ha diplomaticamente sorvolato, limitandosi a dire che forse lo commenterà in futuro («ma non ora»), squarcia il velo su una questione gigantesca. Una questione che fu all'origine di enormi dispiaceri anche per Papa Ratzinger a suo tempo. Basta solo andare indietro di qualche anno per arrivare al caso più eclatante e scabroso di coperture interne che si sia mai registrato per insabbiare gli abusi e altri reati (corruzione, falsa testimonianza, manipolazione, violenze) da parte di un sacerdote, in questo caso il fondatore dei Legionari di Cristo, il messicano padre Maciel Degollado. Le prime denunce arrivarono in Vaticano nel 1997. Il nunzio messicano di allora oggi scomparso monsignor Mullor Garcia venne emarginato per avere insistito a chiedere indagini, poiché padre Maciel era super-protetto da una rete di amicizie cardinalizie, tra cui l'attuale Decano del Collegio, Angelo Sodano e il segretario di Papa Wojtyla, ora cardinale di Cracovia Stanislao Dziwisz. Ad oggi, nonostante siano passati tanti anni, non è chiaro se Papa Wojtyla ne fosse a conoscenza o meno. Di fatto solo con Papa Ratzinger furono avviate le inchieste che portarono padre Maciel ad una vita di clausura e al commissariamento dei Legionari di Cristo. Eppure anche Ratzinger ebbe filo da torcere all'interno della curia visto che dovette scontrarsi più di una volta con Sodano.

IL SISTEMA
Il caso sollevato da monsignor Viganò mette così il dito nella piaga: l'automatismo sistematico di coperture per proteggere la buona reputazione del sistema. Con il risultato che il Collegio Cardinalizio non riesce ancora a espellere le mele marce. E la lista interna presenta diversi casi sui quali forse un approfondito esame potrebbe dare risultati eclatanti. A cominciare con i cardinali insabbiatori. In Francia le polemiche hanno toccato il cardinale Barbarin, in Italia il cardinale Sepe, Ezzati ed Errazuriz in Cile, tutti sospettati o apertamente accusati di avere coperto preti pedofili nel corso della loro carriera ecclesiastica.

L'IMMAGINE
Ombre pesanti come macigni. Un aspetto che Papa Bergoglio difficilmente potrà ignorare visto che impatta direttamente sull'immagine della Chiesa stessa che, alla prova dei fatti, in questi ultimi anni, non ha dimostrato di certo di brillare per chiarezza. Anche se al momento McCarrick i fatti parlano - risulta l'unico ad essere stato punito da Francesco. E' stato lui alcuni mesi fa a far rispettare la decisione dello stesso Ratzinger ma ignorata da McCarrick perché mai resa pubblica per volere della curia. Perché? «Perché allora si faceva così».
Franca Giansoldati
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 31 Agosto, 08:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA