PAPA FRANCESCO

Ordine di Malta, schiaffo dell'ex Gran Maestro a Bergoglio per farsi rieleggere al 'conclave' dei cavalieri

Giovedì 27 Aprile 2017 di Franca Giansoldati
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Città del Vaticano E' quasi un ammutinamento. Non si era mai visto un ex Gran Maestro – religioso professo tenuto dunque all’obbedienza (oltre che alla castità e alla povertà) - disattendere così sfacciatamente ad un esplicito ordine del Papa. Il silurato Matthew Festing, costretto alle dimissioni da Papa Bergoglio nel gennaio scorso dopo una crisi senza precedenti maturata all’interno dell’Ordine di Malta tra conservatori e progressisti, ha comunicato in Vaticano che sabato mattina prenderà parte al ‘conclave’ per l’elezione del suo successore. Nonostante il divieto del Papa sarà presente. La comunicazione è stata data dal diretto interessato a monsignor Angelo Becciu, delegato speciale nominato da Francesco per preparare l'elezione e la riforma degli statuti. «Nessuno mi può impedire di essere presente alle votazioni». Inutile dire che il clima a Villa Magistrale, sull’Aventino, dove ha sede il secolare quartier generale dei cavalieri di Malta, è piuttosto infuocato.

Proprio per tenere sotto controllo la situazione, monsignor Becciu due settimane fa aveva inviato a Festing, a nome del Papa, a restare in Gran Bretagna. «Molti hanno espresso il desiderio che lei non venga e non partecipi alle sessioni di voto. La sua presenza riaprirebbe ferite solo di recente rimarginate, e impedirebbe che l’evento abbia luogo in una atmosfera di pace e di riguadagnata armonia». Niente da fare. Festing convinto di avere delle chance per essere rieletto (secondo i suoi sostenitori) ha scelto d le maniere forti, ignorando il divieto espresso dal pontefice. La decisione è maturata nel suo castello nel Nothumberland, dove Festing vive.

Tempo addietro, durante un colloquio con Francesco, poco dopo avere accettato obtorto collo di dimettersi dall’incarico a vita, Festing si era informato se per caso vi fossero preclusioni per una sua eventuale rielezione. «Assolutamente no» è stata la risposta di Bergoglio. Naturalmente in quel momento nessuno poteva immaginare uno scenario tanto bizzarro. Domani pomeriggio, alla vigilia delle votazioni fissate per il 29 aprile, il Papa ha convocato a Santa Marta una riunione riservata con una ventina dei più influenti cavalieri dell’Ordine. Nessuna volontà di ingerenza, assicurano al di là del Tevere, piuttosto il tentativo fraterno di facilitare il dialogo e il clima di tranquillità.

L’obiettivo, nemmeno tanto nascosto, è di facilitare tra i cavalieri un accordo e nominare un Luogotenente al posto del Gran Maestro, una figura intermedia che dovrebbe restare in carica un anno, giusto il tempo di cambiare gli statuti. Secondo le costituzioni  in vigore oggi possono votare (ed essere eletti) solo i cavalieri professi (monaci che hanno giurato obbedienza, castità e povertà) appartenenti alla nobiltà. In pratica solo una ventina di membri dell’Ordine posseggono queste caratteristiche su 13 mila. Da tempo molti cavalieri (non nobili e non professi) chiedono un allargamento della base votante. Secondo il Vaticano questo servirebbe a garantire anche un processo interno più democratico, controlli più fluidi, procedure meno farraginose e un ricambio ai vertici meno condizionato dalla rigidità del sistema. Ultimo aggiornamento: 28 Aprile, 18:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA