Vino, sì alla nuova legge. Martina: giù burocrazia, spinta al settore

Vino, sì alla nuova legge. Martina: giù burocrazia, spinta al settore
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Lunedì 28 Novembre 2016, 14:15 - Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 12:49

La Commissione agricoltura della Camera ha approvato all'unanimità in sede legislativa il testo unico sulla viticoltura e la produzione del vino, confermando il testo inviato dal Senato, che è quindi legge.

«Finalmente diamo ai produttori una sola legge di riferimento con 90 articoli che riassume tutta la normativa precedente. Un'operazione di semplificazione che era attesa da anni e che consente di tagliare burocrazia, migliorare il sistema dei controlli, dare informazioni più trasparenti ai consumatori», afferma il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. «Con il Testo unico - conclude Martina - possiamo contribuire a rafforzare la crescita di un settore che già oggi vale più di 14 miliardi di euro e con un export che supera i 5,5 miliardi».

Con l'approvazione definitiva del Testo Unico sul vino si taglia del 50% il tempo dedicato alla burocrazia, con 100 giornate di lavoro che oggi ogni impresa vitivinicola è costretta ad effettuare per soddisfare le 4mila pagine di normativa che regolamentano il settore, afferma la Coldiretti. Dal vigneto alla bottiglia l'attuale normativa - ricorda Coldiretti - rendeva necessario adempiere a più di 70 pratiche che coinvolgono 20 diversi soggetti, frenando il dinamismo imprenditoriale dei produttori italiani di vino. Il Testo Unico - sottolinea la Coldiretti - porta finalmente alla semplificazione delle comunicazioni e adempimenti a carico dei produttori, revisione del sistema di certificazione e controllo dei vini a denominazione di origine ed indicazione geografica con un contenimento dei costi, alla revisione del sistema sanzionatorio, l'introduzione di sistemi di tracciabilità anche per i vini a IGT e norme per garantire trasparenza sulle importazioni dall'estero. «Un risultato di una lunga mobilitazione per liberare le energie del settore più dinamico del Made in Italy agroalimentare che ne rappresenta peraltro la principale voce dell'esportazione» - ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, nel sottolineare che con la semplificazione si sostiene la competitività di un settore che in Italia offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone.

«È stato fatto un lavoro importate e di sicuro supporto per il comparto perché ha portato a una legge moderna non solo nei contenuti, ma perché rappresenta un modello di riferimento legislativo d'esempio per l'Europa e a livello internazionale», commenta il presidente dell'Unione Generale Coltivatori (Ugc), Pietro Minelli, precisando che «si semplifica il quadro normativo che, se complesso, ora lo si deve soltanto ad una legittima motivazione, ovvero il fatto che la legge riguarda l'intera filiera vitivinicola; e questo va anche nell'ottica auspicata dall'Ugc di procedere verso un nuovo e coeso sistema agricolo-alimentare-distributivo, che possa proporre al meglio le nostre eccellenze sui mercati e garantire equilibrio ed equità nelle relazioni economiche tra i diversi comparti della filiera». Il presidente conclude «siamo al punto che gli stessi obblighi di legge, all'avanguardia internazionale, indicano la via della massima integrazione di filiera e, quindi sta anche agli operatori del settore essere conseguenti».




 

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