Comuni, verso l'elezione del sindaco
se prende più del 40% al primo turno

Venerdì 21 Luglio 2017 di Diodato Pirone
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La Camera dei Deputati

Arriva in Commissione Affari costituzionali il testo base della legge che abbassa dal 50% al 40% la soglia necessaria per vincere le elezioni comunali senza ballottaggio. Lo ha depositato il relatore Massimo Parisi
(Sc-Ala) il giorno dopo in cui il Pd, con il responsabile Enti Locali Matteo Ricci, in una audizione in qualità di
vicepresidente dell'Anci, ha dato il via libera all'abbassamento. Durante la discussione generale il Pd non si
era pronunciato mentre M5s, con Andrea Cecconi, ha detto No.  La proposta di legge, presentata
dallo stesso Parisi, oltre ad abbassare dal 50% al 40% la soglia necessaria per vincere al primo turno le elezioni comunali, aumenta il numero delle firme necessarie per presentare le liste e introduce la soglia del 3% per entrare nei Consigli comunali: le due ultime misure mirano a diminuire la frammentazione.

Inoltre la proposta di legge estende il sistema maggioritario a doppio turno ai comuni sopra i 10.000 abitanti e non più sopra i 15.000. Durante l'audizione dell'Anci Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e responsabile Enti Locali del Pd ha detto: «Esprimiamo parere favorevole sulla riduzione della soglia per la vittoria al primo turno al 40 percento, mentre abbiamo perplessità sullo scendere da 15mila a 10mila abitanti per il sistema a doppio turno».

Il testo unificato depositato da Parisi ha eliminato l'aumento della platea dei comuni in cui usare il ballottaggio
mentre ha mantenuto l'abbassamento della soglia al 40%. Il testo unificato si è reso necessario perché a tale
proposta sono state abbinate in Commissione altre proposte di legge che riguardano le elezioni comunali e che affrontavano due altri problemi: la cosiddetta «anatra zoppa», cioè quando il sindaco vince al ballottaggio ma non ha la maggioranza in Consiglio comunale, e l'incompatibilità tra mandato di consigliere e assessore. Per la prima questione il testo unificato propone che sia l'esito del ballottaggio a determinare anche la composizione del Consiglio Comunale; per il secondo problema si propone l'abolizione dell'incompatibilità.

«La logica della mia proposta - spiega Parisi - è riportare il ballottaggio al suo scopo originario; dare all'elettore una
seconda scelta quando il suo candidato ha perso. Alle ultime amministrative è accaduto in diverse città, cito Pistoia come esempio, che al primo turno alcuni elettori hanno votato per un candidato che è andato al ballottaggio, e qui non lo hanno rivotato preferendo l'avversario. Evidentemente il voto del primo turno era trainato dalla preferenza per un candidato consigliere, ma non è questa la logica del ballottaggio». «In più è accaduto in diverse città che il vincitore del ballottaggio abbia preso meno voti del candidato giunto avanti al primo turno».

Ultimo aggiornamento: 22 Luglio, 17:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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