Camera, sorpresa: nel 2018 la spesa cresce di 19 milioni

Giovedì 6 Settembre 2018
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Sorpresa: dopo anni di tagli le spese complessive della Camera continuano a crescere. Colpa soprattutto delle pensioni dei superpagati dipendenti, da tempo fuori controllo. E dei vitalizi. Paradossalmente, infatti, mentre l'attenzione è stata concentrata negli ultimi mesi sul taglio delle pensioni dei deputati, la spesa per gli assegni degli ex parlamentari quest'anno aumenterà di 3 milioni. 

Per far funzionare Montecitorio nel 2018, in base al "Progetto di bilancio per l'anno finanziario 2018", si spenderanno 969,2 milioni di euro, al netto della restituzione di 85 milioni di euro al bilancio dello Stato. Nel 2017 la spesa complessiva si era attestata invece a 950,4 milioni di euro (sempre al netto della restituzione). L'aumento è quindi di 18,8 milioni (+1,98 per cento).

Come è stato possibile? Innanzitutto va tenuto conto che i tagli dei vitalizi scatteranno dal 2019 e che comunque anche per l’anno prossimo i risparmi (43 milioni) saranno accantonati e non restituiti al Tesoro in vista del possibile ricorso ai tribunali e alla Corte Costituzionale da parte degli ex deputati.

Poi ci sono gli stipendi dei dipendenti che aumentano del 4,4% (da 205 a 214 milioni) a causa della fine al termine 2017 dei tetti ai superstipendi (che non sono stati rimessi neanche dal nuovo presidente a 5 stelle Roberto Fico). Quindi c'è stato un ulteriore aumento della spesa previdenziale dei dipendenti che arriva a sfiorare i 275 milioni con una crescita del 3,4%. Infine appunto i vitalizi: la spese per le nuove pensioni dei deputati che non sono stati rieletti a marzo di quest’anno. Quest’ultima voce è passata da 133 a 136 milioni, con un incremento del 2,1%.

Tolta le pensioni, va detto che tutte le altre categorie della spesa di funzionamento della Camera segnano invece una diminuzione. In particolare, la spesa per beni e servizi si è ridotta se paragonata a quella del 2012 del 43,2%, principalmente per effetto del recesso anticipato dalle locazioni di alcuni palazzo; la spesa per il personale dipendente si è ridotta del 24,9% (il loro numero si è ridotto infatti del 30% circa); quella per il personale non dipendente del 20,7%; quella per trasferimenti, rappresentati quasi interamente dal contributo in favore dei Gruppi parlamentari, del 14% circa. Fra i risparmi meritano poi una citazione alcune voci minori: per le telefonate, ad esempio, quest’anno Montecitorio risparmierà 300.000 euro su 1,4 milioni spesi nel 2017 e anche le spese postali caleranno di 50.000 euro

A ciò va aggiunto l'effetto di sterilizzazione dell'aumento della spesa derivante dai provvedimenti con cui l'Ufficio di presidenza ha sistematicamente prorogato, da ultimo sino al 31 dicembre 2020, le misure di congelamento dell'indennità parlamentare e dei principali rimborsi spettanti ai deputati (spese di soggiorno e spese per l'esercizio del mandato), determinando un minor onere, rispetto all'andamento tendenziale della spesa, pari ad oltre 40 milioni di euro annui.

Guardando invece alle previsoni per i prossimi anni, nel 2019 invece la spesa complessiva si attesterà a 965,3 milioni di euro, segnando una diminuzione di 3,9 milioni di euro rispetto al 2018, pari allo 0,4%. Nel 2020 registrerà un'ulteriore diminuzione rispetto all'anno precedente, pari a 4,7 milioni di euro (lo 0,5% in meno), per cui, alla fine del triennio 2018-2020, risulterà pari a 960,5 milioni di euro. Incredibilmente ancora di 10 milioni superiore a quella del 2017, pari a 950 milioni.



  Ultimo aggiornamento: 7 Settembre, 11:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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