Siria, attacco ai ribelli: «A Duma oltre 100 morti, usate armi chimiche»

Con una miscela di gas e armi convenzionali usati contro intere famiglie ammassate in scantinati di edifici semi distrutti a est di Damasco si è consumato quel che forse è l'ultimo atto della barbarie contro i civili dell'ultimo angolo della Ghuta, l'area in mano a miliziani anti-governativi e per questo da sei anni assediata dalle truppe lealiste sostenute da Iran e Russia.
 
I raid a Duma, secondo diverse fonti, avrebbero causato almeno 100 morti e forse mille feriti. Gli attacchi attribuiti al governo hanno scatenato dure reazioni internazionali, in primis dagli Stati Uniti che non escludono una risposta armata contro il governo siriano del presidente Bashar al Assad. Anche l'Unione Europea e, soprattutto, Papa Francesco hanno espresso forti condanne per l'utilizzo di armi non convenzionali contro civili. Dal canto suo il governo siriano smentisce l'uso di gas tossici e la Russia respinge al mittente le accuse di essere coinvolta nei bombardamenti. Damasco afferma che la risposta militare contro i miliziani di Duma è avvenuta dopo che questi hanno sparato diversi mortai e razzi contro quartieri residenziali di Damasco uccidendo quattro civili nelle ultime 48 ore.  

«Il presidente Putin, la Russia e l'Iran sono responsabili per il sostegno all'animale Assad. Grande prezzo da pagare»: dopo il presunto attacco chimico a Duma, Siria, Donald Trump è furioso, tanto da attaccare il leader del Cremlino accusandolo per la prima volta per nome su Twitter da quando è stato eletto.


 
 


Secondo fonti mediche concordanti a Duma sono decine (si parla di 70 uccisi ma altre fonti riferiscono di 150) i civili e circa uccisi e circa mille i feriti nelle ultime 24 ore in due distinti attacchi con gas tossici attribuiti all'aviazione governativa e lanciati sulla cittadina di Duma, ultima roccaforte dei miliziani di Jaysh al Islam, sostenuti a lungo dall'Arabia Saudita ma da settimane lasciati a se stessi a negoziare la resa. Questa è arrivata oggi, secondo i media governativi siriani, dopo che i negoziati tra Russia e Jaysh al Islam si erano interrotti nei giorni scorsi. Gli attacchi con armi chimiche sembrano così aver sortito uno degli effetti forse desiderati da Damasco: spingere i miliziani ad accettare i termini dell'accordo per lasciare Duma. Secondo l'intesa annunciata oggi mentre si soccorrevano ancora i feriti degli attacchi delle ultime ore, i combattenti di Jaysh al Islam saranno deportati nel nord della Siria, in un'area affidata alla tutela turca secondo gli accordi tra Russia, Iran e Turchia raggiunti l'anno scorso. Assieme a loro andranno alcune migliaia di civili, tra cui loro familiari. 
 

Le altre decine di migliaia di civili presenti a Duma - circa 100mila in tutto secondo fonti Onu - saranno invece deportati in campi di sfollati nella zona di Damasco, assieme ai civili delle altre zone della Ghuta che si sono arrese una dopo l'altra dal 23 marzo scorso. Secondo gli ultimi medici presenti a Duma, gli attacchi chimici sono avvenuti ieri pomeriggio e ieri sera e hanno preso di mira delle zone di Duma densamente popolate da sfollati locali e da altri giunti nella città nelle ultime settimane dalle altre località della Ghuta cadute sotto i colpi governativi e russi. Nel primo attacco i sintomi segnalati dai soccorritori fanno pensare all'uso di cloro, mentre nel secondo attacco si ipotizza l'utilizzo di una miscela di gas nervino e sarin ma è impossibile dire con certezza le materie tossiche usate nei bombardamenti aerei. I medici affermano che le vittime del secondo attacco non sono riuscite a fuggire e che molti sono morti negli scantinati dove si erano rifugiati. Mentre nel primo attacco, quello forse col cloro, le vittime hanno presentato sintomi di soffocamento, bave schiumose alla bocca e convulsioni ma che sono comunque riuscite a uscire dagli edifici colpiti. Gli attacchi «chimici» sono stati preceduti da intensi bombardamenti aerei con armi convenzionali. E i raid sono continuati anche durante e dopo i lanci di gas tossici su Duma. ​


 
Domenica 8 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 09-04-2018 08:26

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5 di 42 commenti presenti
2018-04-09 15:55:10
Ma quanto assomigliano le frasi e le parole a quelle della may e della spia russa???
2018-04-09 11:38:05
Ieri è cominciata l'evacuazione dei militanti da Douma. Quindi la Siria non avrebbe avuto nessun motivo di perpetrare un attacco chimico, ancor meno sui civili in attesa di essere liberati dall'esercito come in altre località ad est di Damasco. Si tratta di un operazione di propaganda preparata e coordinata da tempo da parte di chi ha perso l'ennesima battaglia come vendetta.
2018-04-09 08:42:25
Noto che si sono qui dati appuntamento una serie di tizi che probabilmente sono dell'opinione che anche certi gas di una settantina e passa anni fa siano stati un'invenzione.
2018-04-09 07:57:42
e se fosse stato colpito un deposito di armi chimiche dei ribelli?
2018-04-09 01:41:16
Le frottole made in USA, Emirati e Saudi Arabia stanno raggiungendo altezze siderali. Questi paesi hanno armato e sostenuto i guerriglieri tagliagole, hanno spesso mentito sulla presenza di gas e armi di distruzione di massa (vedi Iraq). Anni fa il segretario di Stato Colin Powell si è reso ridicolo al' assemblea del' ONU mostrando bustine contenenti presunta antrace, poi dimostratasi borotalco. Gli USA hanno tutto l' interesse a diffondere false notizie sulla Siria e sui fatti accaduti negli ultimi anni. La signora Clinton è una specialista in bufale di quel tipo. La Turchia bombarda e uccide i civili curdi, ma nessuno apre bocca, USA compresi. Che gioco stanno giocando le cancellerie del mondo occidentale, in combutta con alcuni stati petroliferi e ricchi, ma con le idee retrodatate al Medioevo? Gli USA parlano di gas, ma dimenticano i milioni di tonnellate di Napalm sganciati sul Vietnam, che hanno distrutto e sfrondato oltre metà degli alberi di quel paese, uccidendo decine di migliaia di civili, letteralmente bruciati vivi dal famoso "agente arancione", il Napalm appunto. Siamo stanchi di sentire fake news solo perché agli USA piace rivoltare le carte sul tavolo a loro piacimento.
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