Neonato muore dopo circoncisione in casa a Torino: la mamma denunciata per omicidio colposo

Lunedì 30 Maggio 2016
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Potrebbe essere stata una supposta di paracetamolo, in una dose troppo grande per un bambino di appena un mese, la causa della morte, a Torino, di un piccolo ghanese, il giorno dopo la circoncisione in casa eseguita da un sedicente medico in un edificio occupato da decine di persone senza dimora. A somministrargliela la madre, 35 anni, da cinque anni in Italia, con lo status di rifugiata.

La donna è stata denunciata dalla polizia per omicidio colposo e concorso con persona ignota nell'esercizio abusivo dell'attività di medico, mentre la posizione del padre, un ghanese di 33 anni, privo del permesso di soggiorno, è al vaglio degli investigatori. Il medico abusivo, anche lui ghanese, è tuttora da identificare ed è ricercato. La tragedia si è consumata in un'ex istituto scolastico del quartiere Aurora occupato da alcuni mesi da un centinaio di famiglie senza casa. Da qualche giorno era arrivata anche la coppia di rifugiati ghanesi, che aveva deciso di cercare un connazionale per circoncidere il figlioletto nonostante fosse così piccolo. Un rito a cui la famiglia, di religione musulmana, aveva deciso comunque di non rinunciare.

L'intervento è avvenuto ieri mattina all'interno dell'edificio, denominato dagli occupanti Spazio Popolare Neruda. Dopo averlo eseguito, il medico abusivo ha fatto perdere le proprie tracce. Poche ore dopo l'intervento il piccolo si è sentito male e ha cominciato a piangere. Stamattina la donna, mentre il padre era assente, gli ha somministrato una supposta da 250 milligrammi di paracetamolo che, secondo le istruzioni, non andrebbe data a bambini al di sotto dei 12 chili di peso. Il figlio si è subito sentito male ed è andato in arresto cardiaco. Inutili, a quel punto, i soccorsi chiamati dagli altri abitanti dell'edificio: il bambino è arrivato all'ospedale Maria Vittoria con un quadro clinico ormai compromesso ed è morto poco dopo. La polizia ha raggiunto la madre, a cui sono state subito affiancate una mediatrice culturale e uno psicologo, e l'ha accompagnata in questura per ascoltarla, mentre il padre si è presentato qualche ora dopo. Nessuna traccia, invece, del falso medico, su cui i due genitori hanno fornito indicazioni sommarie. Si tratterebbe di una persona a cui la comunità ghanese di Torino era solita rivolgersi per praticare la circoncisione a bambini poco più che neonati.
Ultimo aggiornamento: 31 Maggio, 19:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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