Genova, famiglia salva per pochi metri: «Sopravvissuti perché non abbiamo sorpassato il camion»

Genova, famiglia salva per pochi metri: «Sopravvissuti perché non abbiamo sorpassato il camion»
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Giovedì 16 Agosto 2018, 17:21 - Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 17:34

Il mancato sorpasso ha salvato loro la vita a una famiglia di Mondovì (Cuneo) che viaggiava dietro il camion con il telone verde della Basko rimasto sospeso sul ponte Morandi, a pochi metri dal tratto crollato. Alfio e Agnese Lia e il loro bambino, Andrea, di 2 anni - hanno raccontato al giornale locale L'Unione Monregalese, la drammatica avventura, ma anche la grande solidarietà dei genovesi che l'ha aiutata a superare lo choc. La famiglia era in vacanza a Ceriale (Savona) e martedì, approfittando della giornata di brutto tempo, aveva deciso di andare all'acquario di Genova.

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«Eravamo in coda sul ponte - racconta la donna - stavamo procedendo lentamente perché non avevamo fretta. Dovevamo uscire a Genova Ovest e non abbiamo superato il furgone verde che ci precedeva. A un tratto lo abbiamo visto rallentare e frenare di colpo, poi andare in retromarcia. Pioveva a dirotto, si vedeva poco. Non capivo cosa stesse accadendo. Poi mio marito ha sentito l'asfalto che tremava e mi ha detto: 'sta crollando il ponte!'. Ho staccato il bambino dal seggiolino e ci siamo messi a correre».
 

«Siamo scappati senza guardarci indietro. - prosegue Agnese - Mio marito ha bussato ai vetri delle altre auto, avvisando la gente di scappare perché aveva paura che non si rendessero conto della situazione. La pioggia era fortissima, era terribile. Io sono corsa, con nostro figlio in braccio, verso la galleria. Poco dopo sono arrivati i soccorsi: ci hanno aiutati, ci hanno dato acqua da bere e ci hanno calmati. Poi siamo stati portati al Centro civico a Sampierdarena. C'era tanta gente che ci ha aiutato: una persona ci ha dato i pannolini per cambiare Andrea, una commerciante è andata a casa a prendere i vestiti di sua figlia per darmi abiti asciutti. A distanza di due giorni - conclude la donna di Mondovì - non mi sembra ancora vero di aver vissuto quei minuti. Ho guardato i telegiornali, ho visto le foto e non mi sembra vero».

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