Coiniugi seviziati a Lanciano, la scia dei banditi che pensavano d'essere inafferrabili

Coiniugi seviziati a Lanciano, la scia dei banditi che pensavano d'essere inafferrabili
di Paolo Graldi
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Giovedì 27 Settembre 2018, 07:38

Quasi chiuso il caso della rapina in villa a Lanciano, medico in pensione e moglie massacrati di botte. Identificati, inseguiti, presi dopo tre giorni di indagini serratissime.
Segnate da una determinazione quasi rabbiosa sorretta da una eccellente rete investigativa. Due fratelli rumeni, un loro cugino in manette, un quarto uomo (italiano?) in fuga e una donna che potrebbe essere utile per catturare quest'ultimo.
Il quadro complessivo fa pensare che la stessa banda sia responsabile di una lunga sequenza di scorribande notturne: identico il modo di agire, muti e incappucciati i complici-gregari, il capo che si esprime in italiano e si spaccia per uno di Cerignola (Puglia) e poi giù violenza inaudita, efferatissima, bestiale: sappiamo tutto di te, dacci i soldi o ti facciamo a pezzetti.

Determinante la testimonianza di un aggredito sei mesi fa: guardate che sono gli stessi che hanno attaccato me, li ho guardati negli occhi, stesso, identico agire. Lì si è capito che la pista era giusta. Li tenevano d'occhio da ore e li hanno catturati mentre stavano per tentare la fuga e il ritorno a casa, in Romania. In un attimo si è dispiegato in tutta la zona un gigantesco sospiro di sollievo, era la fine di un incubo incombente, presente e pressante che seminava paura tra le case, le ville isolate, i casolari. Il ricordo di Igor il russo, assassino seriale, mesi e mesi di sanguinosa latitanza e la sparizione all'estero, si stagliava come un'ombra nera sulla tranquilla vita della cittadina. Mascalzoni mischiati alla gente, avvolti in un anonimato guardingo e scaltro.

Chissà: a prima vista bravi ragazzi in cerca di impiego, così si mostravano. Ma avevano chi li riforniva di notizie. Una donna, connazionale, che lavorava presso il dottor Martelli. Una talpa, figura che si ritrova non di rado in investigazioni del genere, elemento indispensabile per tracciare il disegno della rapina, dell'assalto all'arma bianca, col metodo del terrore e del sangue.

Abitavano a Lanciano, in pieno centro, brevi passaggi al bar, battute di spirito sui caffè corretti al cognac, orari da nullafacenti, tatuaggi aggressivi, unico elemento sospetto, evocativo di periodi turbolenti, magari in carcere, giubbotti sportivi, gli stessi visti durante l'assalto alla villa del dottor Carlo Martelli (trasfigurato dalle percosse) e della moglie Niva Bazzan (un orecchio mozzato con una roncola).
Un fascio di indizi via via più concreti ha permesso di circoscrivere il raggio delle indagini: cattivi e velenosi, rigonfi di una violenza che ricorda la banalità del male, ingenuamente convinti di non poter essere rintracciati, scoperti, i quattro soggetti hanno disseminato il loro accidentato cammino di tracce, dalle celle dei cellulari, alle cicche di sigarette lasciate nei dintorni del luogo prescelto. La Scientifica, che ha inviato i suoi migliori uomini, va rastrellando una mole sterminata di elementi di colpevolezza e a poco servirà il mutismo nel quale si sono racchiusi i sospettati. Quando l'insieme della istruttoria sarà completo si potrà anche rileggere la terribile sequenza di assalti attribuiti al quartetto e ai loro indispensabili complici.

Allora forse si capirà se la determinazione che si è vista in questa occasione, l'esigenza degli investigatori di venire subito a capo di una vicenda dal fortissimo rimbalzo negativo sull'opinione pubblica, con il tema della sicurezza e delle legittima difesa in primo piano nel dibattito politico nazionale, ha interrotto un'attività a''tività si capirà se lo stesso modello è stato applicato anche in precedenti del genere.
La banda, verosimilmente, ha agito con relativa disinvoltura per un congruo lasso di tempo, formandosi la convinzione, con tutta probabilità, che sorprendere le vittime nella notte, massacrarle di botte in cerca di casseforti o di bottini, fosse uno sport praticabile senza eccessivi rischi. In questo caso, comunque, la strettissima collaborazione tra polizia e carabinieri, l'intervento immediato e in forze degli specialisti della Scientifica, hanno dato frutti apprezzabili e in tempi stretti.

Il fenomeno degli assalti, in diverse zone del Paese, crea una diffusa sensazione di fragilità, di territori lasciati nella oscurità di una vigilanza discontinua e a maglie larghe. Temi, diversamente trattati, e tuttavia tutti all'ordine del giorno del dibattito politico.
La stretta degli investigatori, stavolta, ha acceso una bella luce, quella della sicurezza tangibile, apprezzabile. Come un buon vicino di casa. Sveglio e coraggioso.
 

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