«Vuoi fare il poliziotto? Servono 25mila euro»: dipendente della Difesa in manette

Un dipendente civile del Ministero della Difesa è finito agli arresti domiciliari su ordine del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) per millantato credito, in quanto - secondo l'accusa - avrebbe convinto numerosi ragazzi a consegnargli danaro o altri regali per superare il concorso nella Polizia di Stato e nella Polizia Penitenziaria, millantando amicizie «potenti», che in realtà non aveva, in grado di condizionare l'esito della prova. La Guardia di Finanza di Caserta, che ha eseguito l'arresto di Giuseppe Zarrillo, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere - Procuratore Maria Antonietta Troncone e aggiunto Antonio D'Amato - ha accertato che Zarrillo era diventato un vero e proprio punto di riferimento per tanti ragazzi, specie per i giovani militari dell'Esercito in ferma breve, che aspiravano a superare i concorsi per entrare nelle forze di polizia.

Nel mirino degli inquirenti sono finiti i concorsi banditi nel 2017 dalla Polizia di Stato e dalla Polizia Penitenziaria per il reclutamento, rispettivamente, di 1148 e 540 allievi-agenti; in particolare Zarrillo - è emerso - millantando conoscenze tra i pubblici ufficiali nominati nelle commissioni concorsuali, si sarebbe fatto promettere da genitori e parenti degli aspiranti agenti la consegna di somme variabili dai 20 ai 25mila euro, di cui 8mila da ricevere anticipatamente, al fine di far superare ai ragazzi il test di ammissione e le visite mediche. Zarrillo garantiva il pieno superamento delle prove, cosa che puntualmente non avveniva. Di certo, hanno accertato gli inquirenti, Zarrillo aveva creato attorno a sé un giro di persone che di lui si fidavano, e a cui si rivolgevano convinti del buon esito della sua «mediazione».
Mercoledì 8 Agosto 2018 - Ultimo aggiornamento: 11-08-2018 19:00

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4 di 4 commenti presenti
2018-08-09 16:56:05
......e faceva parte anche di quelli di cui noi ci dovremmo fidare.ORRORE!!!!
2018-08-09 13:07:46
Come si vede il marcio viene da lontano poi si pontifica sul "populismo" e sulla scarsa fiducia nelle Istituzioni. Questa volta hanno scoperto "l'inghippo" ma quanti concorsi subiscono la stessa "pressione".
2018-08-09 07:22:21
Ma come! c'e' ancora gente in questa Italietta ,disposta a pagare per una occupazione o lavoro (come molti lo chiamano) rischiosa e mal pagata .forse qualcosa mi sfugge,
2018-08-09 00:47:34
Nonostante migliaia di processi, illegalità diffusa e quasi endemica, mazzette, concorsi taroccati, aste truccate e altro, e funzionari pescati con le mani nella marmellata, c' è chi non riesce a perdere il vizio. Qualche anno di carcere sarebbe molto utile a queste "cape toste".
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