Capalbio la spunta: niente più migranti. Via il bando di gara

Capalbio la spunta: niente più migranti. Via il bando di gara
di Cristiana Mangani
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Giovedì 24 Novembre 2016, 00:03 - Ultimo aggiornamento: 25 Novembre, 08:37

ROMA Nessun migrante a Capalbio. Non 50, né venti, tantomeno dieci. Almeno per il momento. Perché le polemiche roventi che avevano accompagnato la decisione di inviarne un piccolo numero nel borgo toscano, sembrano aver trovato una soluzione: il prefetto di Grosseto, Cinzia Teresa Torraco, insediatasi da poco più di due mesi, ha annullato il bando di accoglienza 2016 per i richiedenti asilo, che avrebbero dovuto soggiornare nel condominio de “Il Leccio”, in una zona residenziale del centro medievale. Gli ospiti verranno sistemati altrove, ma chissà quando e dove, visto che ora verrà avviata una nuova procedura selettiva.

I RICORSI 
Gli abitanti e i frequentatori abituali del borgo maremmano, emblema della mondanità radical chic, si aggiudicano, dunque, il primo round di una battaglia che era finita con ricorsi e controricorsi davanti al Tar, e con richieste di pareri all’Avvocatura dello Stato. Il prefetto sembra aver motivato la decisione come l’unica strada possibile per agevolare la soluzione delle tante questioni burocratiche e legali che la vicenda ha aperto. Soprattutto in considerazione del fatto che il bando “contestato” scadrà il 31 dicembre 2016. E subito dopo - ha annunciato - si ripartirà con una nuova gara.

«Non siamo affatto contro l’accoglienza - aveva sostenuto l’estate scorsa il sindaco Luigi Bellumori, motivando la sua “resistenza” e la protesta dei cittadini - Una decisione simile non solo sarebbe ben lontano dall’integrazione sociale, ma potrebbe diventare seriamente pericolosa sotto il profilo dell’ordine pubblico: Capalbio in inverno ha un esiguo numero di forze dell’ordine. Peraltro l’edificio che dovrebbe ospitare i migranti si trova a pochissimi metri dal villaggio scolastico dove sono presenti una scuola dell’infanzia, una media e una elementare. Non è integrazione calare 50 migranti in un borgo di 130 residenti». E ancora: «I colleghi di varie città mi dicono che servirebbe un’associazione perché le prefetture non possono far piovere dall’alto certe decisioni e perché nessuno meglio di un sindaco conosce il proprio territorio».

PERICOLOSO PRECEDENTE
La decisione del prefetto sembra aver tranquillizzato gli animi. Anche perché sarebbe stata condivisa con il primo cittadino. Che, però, replica: «I profughi non arrivano più? Chiedetelo alla prefettura. Ci fate passare sempre da idioti, a ognuno la sua competenza. La gestione migranti è in capo a loro». Del resto, la soluzione adottata dalla Torraco, sebbene - pare - temporanea, potrebbe costituire un pericoloso precedente per i piccoli comuni che si vedono ogni giorno obbligati ad accogliere le migliaia di profughi che continuano a sbarcare sulle nostre coste. Tanto che la notizia ha scatenato la reazione di alcuni esponenti del centrodestra, che già avevano definito «ipocriti» gli avversari politici. E che ora continuano ad andare in questa direzione: «Sappiamo che per fermare l’invasione basta fingersi benestanti e di sinistra - afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia in Toscana, Giovanni Donzelli - Lo consiglieremo ai cittadini che in tutta Italia si lamentano per la presenza degli immigrati e per la totale assenza di coinvolgimento delle comunità locali nelle decisioni sul loro collocamento». 
 

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