Zona gialla Calabria e Sardegna? Ecco perché le due regioni sperano di restare in bianca

Zona gialla Calabria e Sardegna? Ecco perché le due regioni sperano di restare in bianca
di Francesco Malfetano
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Mercoledì 8 Settembre 2021, 09:50 - Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 11:10

Nella Penisola, fortunatamente, i contagi sono ancora in calo. Ieri infatti se ne sono registrati 4.270. In crescita rispetto a lunedì, quando erano stati 3.361, a fronte però di un numero di tamponi decisamente più basso. Un trend confermato dal tasso di positività che scende di un punto, dal 2,5% all'1,5%. Inoltre guardando al martedì precedente la a frenata appare con chiarezza: il 31 settembre i nuovi casi erano 5.498.

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Calano contagi e tasso di positività

A dispetto di questa flessione, il bollettino giornaliero del ministero della Salute mostra come siano invece ancora in aumento decessi (71 ieri contro i 52 del giorno precedente, per un totale di 129.638 vittime dall'inizio dell'emergenza). Ma le morti, è ormai noto stando all'andamento di questa pandemia, sono l'ultimo parametro a risentire di un rallentamento. Dopo i contagi infatti, è la volta delle ospedalizzazioni. Non a caso ieri i ricoveri si sono stabilizzati: co le terapie intensive che sono 7 in meno (lunedì erano -2) con 40 ingressi giornalieri, mentre i ricoveri ordinari sono 5 in più (lunedì +86), 4.307 in tutto. Una tendenza che avrà bisogno di molto tempo per consolidarsi (e andando incontro all'autunno e alla riapertura delle scuole in presenza al cento per cento non è affatto detto che lo avrà), ma che intanto - a dispetto delle previsioni fatte fino a questo momento - potrebbe lasciare ancora per un'altra settimana in giallo la sola Sicilia.

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Sardegna e Calabria tra zona gialla e bianca

Le due regioni osservate speciali, ovvero Sardegna e Calabria, sfiorano solamente il superamento delle tre soglie necessarie per cambiare fascia di rischio. E stando alla prassi utilizzata fino a questo momento dalla cabina di regia del ministero e dell'Istituto superiore di sanità (Iss), i dati delle ospedalizzazioni presi in considerazione per determinare il passaggio in zona gialla, sono proprio quelli del martedì. In altre parole, a meno che non vi siano repentini cambi nelle regole applicate, entrambe le regioni non dovrebbero dire addio alla zona bianca. Per confermarlo basta dare un'occhiata ai dati locali. Acquisito che la regione sfora sia il parametro dell'incidenza (per il bianco bisogna restare entro i 50 casi ogni 100mila abitanti settimanali, invece è a 102) che quello del tasso di occupazione delle terapie intensive (il limite è il 10 per cento, sull'Isola sono già poco oltre il 15), ieri la Sardegna ha però confermato i numeri dei propri posti letto disponibili in area medica. Ovvero ha dichiarato 235 ricoverati su 1602 posti letto. Il 14,7 per cento, lo 0,3 per cento (o volendo 6 posti letto) in meno del limite del 15 per cento che avrebbe fatto scattare il giallo sull'Isola. Per un soffio in pratica. Situazione simile ma invertita per quanto riguarda la Calabria. Anche la punta dello Stivale ha due parametri che superano la soglia massima tollerata: l'incidenza a oltre 100 nuovi casi ogni 100mila abitanti e il tasso di occupazione dei posti letto di area medica non critica (al 19 per cento, contro il limite di 15). Tuttavia in base ai dati comunicati ieri, che abitualmente sono quelli tenuti in considerazione per il cambio fascia, non supera il 10 per cento dei letti in terapia intensiva occupati. Con i 7 ingressi registrati ieri infatti, è ancora ampiamente sotto soglia e si attesta circa all'8 per cento. Una stabilizzazione in linea con quanto era stato rilevato dall'Iss nell'ultimo monitoraggio settimanale. Tra l'11 e il 24 agosto, l'indice di trasmissibilità è lievemente calato a livello nazionale (passando da 1,01 a 0,97, mai così basso fin dalla seconda settimana di luglio), così come l'incidenza nell'intera Penisola che, durante l'ultima settimana, è passata da 77 a 74 nuovi casi ogni 100mila abitanti.
 

 

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