Fase2, nella notte nuovo scontro Stato-Regioni ma alla fine Conte cede e il Dpcm slitta ancora

Fase2, nella notte nuovo scontro Stato-Regioni ma alla fine Conte cede e il Dpcm slitta ancora
di Marco Conti
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Domenica 17 Maggio 2020, 10:18 - Ultimo aggiornamento: 17:41

La riunione notturna del premier Giuseppe Conte con i presidenti dei regione, si conclude con l’intesa già annunciata sulle linee guida della Fase 2 per gestire l'emergenza Covid-19. Iniziata poco dopo l’una, il vertice a distanza si conclude alle tre di mattina con l’impegno preso da Conte e dal ministro Boccia di allegare le linee guida decise nelle riunioni precedenti al decreto. Qualche ora prima, nella conferenza stampa tenuta nel cortile di Palazzo Chigi, Conte aveva fatto intendere che aperture e chiusure sarebbero continuate a dipendere dai report dell’Istituto di Sanità e quindi dalle valutazioni del Comitato tecnico scientifico. Apriti cielo, per i presidenti di Regione, che hanno rivendicato il diritto ad esercitare le competenze previste dalla legge e chiesto che non ci fosse stato nessun passo indietro rispetto all’intesa della sera precedente. Così alla fine accade, escono dalla riunione tutti contenti, ma il testo del Dpcm ancora non c’è.

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«Alla fine il risultato è arrivato», spiega il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, al termine dell'incontro notturno con il Governo. «In un'ottica di collaborazione istituzionale si è ricercata e si è trovata una soluzione con l'accordo raggiunto venerdì tra Regioni e Governo. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare regole certe alle attività che da lunedì potranno riaprire e sicurezza a lavoratori e cittadini. Il Governo si è impegnato a richiamare nel testo le linee guida elaborate e proposte dalla Conferenza delle Regioni quale riferimento certo e principale dai cui far discendere i protocolli regionali. Ciò assicurerà, peraltro - ha concluso Bonaccini - omogeneità e certezza delle norme in tutto il Paese». 

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Si riapre, quindi, perché non si può star più chiusi. Incrociando però le dita, perché il rischio delle riaperture sarà anche calcolato, come sostiene il presidente del Consiglio, ma i pallottolieri sono Venti e oggi dai Venti pallottolieri usciranno una pioggia di linee guida. Un pacchetto di precetti e norme per regione, s’intende. Poi, magari, toccherà ai sindaci.
 

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