Gozi: «Basta strumentalizzazioni
mi dimetto dal governo francese»

Mercoledì 23 Ottobre 2019
Sandro Gozi
«Da lunedì scorso, sono nuovamente oggetto di rivelazioni di stampa che hanno come unico intento quello di minare il mio impegno e le mie nuove attività professionali. Per questa ragione ho preso la decisione di dimettermi a partire da oggi dalla mia funzione di incaricato di missione presso il Primo Ministro della Francia per evitare qualsiasi strumentalizzazione politica, vista anche l'attuale situazione europea». Lo annuncia Sandro Gozi, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Europa nel governo di Paolo Gentiloni e e fino a oggi collaboratore del premier francese, Edouard Philippe.

«Poiché non intendo vedere minata l'integrità della mia carriera e il mio impegno costantemente sfidato da vili attacchi senza essere in grado di difendermi completamente, ho scelto di dimettermi per riguadagnare la piena libertà di parola e rispondere alle strumentali accuse che mi vengono rivolte», spiega Gozi. «Deploro fortemente di essere l'obiettivo ricorrente di numerosi attacchi da quando ho deciso di compiere un altro passo nella realizzazione dell'ambizione transnazionale - battaglia che porto avanti da molti anni - candidandomi prima per la maggioranza presidenziale francese ed esercitando poi un ruolo professionale nella squadra del Primo Ministro. Rimango determinato nella mia ambizione transnazionale e nella mia azione per l'Europa e ringrazio il Primo Ministro francese, il suo gabinetto e i membri del personale di Matignon per il lavoro svolto insieme e la fiducia condivisa», aggiunge precisando che le proprie dimissioni dall'ufficio del premier francese sono «una scelta di responsabilità per proteggere l'interesse del Primo Ministro e della causa europea».

«Ricordo - prosegue Gozi - di essere stato incaricato in questo nuovo ruolo a partire dall'1 agosto 2019, come impiegato a tempo pieno, e di avere rispettato tutte le dichiarazioni dell'HATVP, che non ha ancora reso un risultato conclusivo dell'esame in corso». In merito al contratto citato nelle rivelazioni di stampa, «sottolineo di aver svolto legalmente una missione consultiva come consulente tecnico esterno delle autorità maltesi, che ha avuto luogo a posteriori rispetto alla mia funzione ministeriale in Italia ed è stata interrotta su mia richiesta a seguito della convalida del risultato delle elezioni europee in Francia, il 28 maggio come confermato oggi stesso dall'amministrazione Maltese. Inoltre, l'attività consultiva prestata, svolta in piena trasparenza, sulla base di riconosciute e specifiche competenze, era comunque priva di ogni potenziale incompatibilità con l'incarico ricevuto successivamente dal Governo francese».
Ultimo aggiornamento: 19:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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