Soldi alla Lega da Mosca, la riunione nell'ottobre 2018 e quell'accusa per 65 milioni

Giovedì 11 Luglio 2019 di Flavio Pompetti

NEW YORK Il materiale rivelato da Buzzfeed è una registrazione effettuata durante l'incontro dello scorso 18 ottobre all'Hotel Metropol di Mosca. Vi prendono parte sei uomini, tre russi e tre italiani. L'unico identificato è l'ex collaboratore di Matteo Salvini Gianluca Savoini, gli altri due italiani sono chiamati solo con il primo nome: Luca e Francesco.

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INDAGINE GIORNALISTICA
Il sito web fondato tredici anni fa da uno degli animatori dell'altro sito americano di notizie: The Huffington Post, fa una ricostruzione giornalistica intorno al testo delle conversazioni, basata in parte su un indagine pubblicata lo scorso febbraio dall'Espresso a firma di Giovanni Tizian e Stefano Vergine, e che riguardava lo stesso, supposto incontro. Per i giornalisti del sito Usa, la conversazione di circa un'ora e un quarto verte tutta sull'idea che il partito di Salvini sia un'ancora all'interno dell'Europa per gli interessi dei russi. La Lega è il migliore alleato di Putin in Europa, dicono i rappresentanti italiani, e il migliore strumento per cercare di rimuovere le sanzioni economiche. Per svolgere questo lavoro di mediazione, il partito avrebbe bisogno di soldi, e la Russia può aiutare a canalizzare i fondi approfittando di una vendita di carburante che due società russe: la Rosneft e la Lukoi potrebbero concludere con l'Eni. L'azienda italiana ha già smentito seccamente qualsiasi coinvolgimento nella vicenda: «Eni ribadisce con fermezza di non aver preso parte in alcun modo a operazioni volte al finanziamento di partiti politici. Peraltro, l'operazione di fornitura descritta non è mai avvenuta».

Uno degli italiani presente al tavolo, Francesco, all'apparenza un avvocato, chiede che la partita finanziaria sia gestita dalla banca Intesa, tramite un conto europeo. Il piano proposto è che la fornitura del valore di 1,5 miliardi di euro comprenda anche uno sconto di almeno il 4%, che nei calcoli di BuzzFeed corrispondono a 65 milioni, i quali sarebbero poi stornati in modo invisibile sulle casse del partito. In realtà lo sconto potrebbe essere molto più alto, ipotizzano gli italiani, fino magari al 10%. In questo caso i funzionari russi coinvolti nella trattativa potrebbero poi ricevere il 6% residuo come forma di pagamento per i loro servizi. La conversazione avviene per lo più in un inglese piuttosto approssimativo, e spesso le due delegazioni comunicano tra di loro nelle rispettive lingue. Gli italiani si rallegrano della richiesta dei russi di partecipare agli utili dell'operazione, perché questo vuol dire che la transazione potrà essere ripetuta in futuro con un simile schema.
I russi ripetono più volte che tutto quanto discusso deve essere vagliato dal vicepresidente, e nominano alcuni alti funzionari del Cremlino. I sei discutono a lungo dettagli dell'impresa: quale tipo di carburante, la scadenza dei pagamenti, l'urgenza di agire entro dicembre se possibile, in vista degli impegni finanziari che la Lega avrà in occasione delle prossime elezioni europee. L'ammontare della cifra del pagamento non viene mai fatto, ma è ricostruita dal sito statunitense sulla base delle rateizzazioni delle quali si discute, arrivando a 65 milioni di euro. Se verificata, una violazione palese della nuova normativa sui contributi ai partiti, che pone il limite severo di 100.000 euro ai finanziamenti.
Buzzfeed non è nuovo a simili imprese. E' stato lo stesso sito due anni fa a pubblicare negli Usa il Dossier Steele composto dall'ex agente segreto britannico, che accusava Donald Trump di essere nelle mani dei russi per via di affari commerciali in corso e di presunti video che lo ritraevano a letto con delle prostitute moscovite. Molti dei fatti scritti nel dossier non sono mai stati provati, e un procuratore statunitense sta per pubblicare un suo rapporto conclusivo sulla vicenda.
 

Ultimo aggiornamento: 07:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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