LUIGI DI MAIO

Reddito, show M5S: tessere pronte. Ipotesi riscatto laurea sino a 50 anni

Martedì 22 Gennaio 2019
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Festa M5S per il Reddito, Di Maio: recessione? Metteremo in sicurezza i più deboli

Sono in stampa le tessere per il reddito di cittadinanza. E anche la «festa» M5s viene officiata. Ma il decretone che disciplina quota 100 e la misura Cinquestelle ancora non c'è: il testo non ha la bollinatura della Ragioneria dello Stato, potrebbe arrivare - secondo alcune fonti - solo giovedì, a una settimana dal varo del governo. Si limano norme, si cerca il difficile equilibrio delle coperture, mentre già si profila il rischio di una manovra correttiva. 

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Ma Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, che si fa «garante», assicurano che tutto andrà a posto: «Se ci sarà la recessione, metteremo in sicurezza le fasce più deboli», dice il capo M5s. E la maggioranza in Senato sistema un'altra norma della manovra che era in sospeso: è quasi pronto lo stop al raddoppio dell'Ires per il no profit. Ci sono le slide con i signori Rossi e Verdi, e un divano sullo sfondo. Ci sono anche le norme «antidivano». C'è un percorso «tutto online» per chiedere l'assegno. 
 


E anche l'annuncio dell'amministratore delegato delle Poste Matteo Del Fante, che le tessere per ottenere il reddito sono «in stampa»: saranno non uguali, ma simili alla Poste pay, per evitare che i percettori del sostegno vengano facilmente individuati dagli altri cittadini e «stigmatizzati». Si potrà prelevare fino a 100 euro in contanti ma non spendere in gioco d'azzardo. I dettagli emergono uno a uno, dalle maglie del decretone: il cantiere si è messo in moto, tanto che Di Maio annuncia per febbraio una grande campagna informativa sul reddito. Ma qualcosa potrebbe cambiare: è la Lega ad annunciare le prime idee di modifica.

La prima novità riguarda il capitolo pensioni. Il governo sta lavorando per alzare la soglia di età entro la quale sarà possibile riscattare, con uno sconto, gli anni dell'università: il limite di 45 anni, che dovrebbe essere contenuto nella versione finale del decreto, secondo il sottosegretario Claudio Durigon potrebbe essere elevato fino ai 50. C'è poi l'intenzione di intervenire sugli assegni per i disabili, considerati ancora troppo bassi. Ma la coperta delle risorse è corta, se si vuole avviare i pensionamenti e staccare le prime tranche di reddito ad aprile («Se riusciamo a darne almeno 100mila - dice alla Camera un esponente M5s - svolta la campagna per le europee»). Sono state reperite, intanto, le risorse per rimediare all'aumento dell'Ires contenuto in manovra, che ha fatto scattare l'allarme nel terzo settore. Ci sarebbero 400 milioni in tre anni per «congelare» il raddoppio (dal 12% al 24%) dell'aliquota, nelle more della riforma del settore: chi si avvale del regime agevolato non potrà usare altri sconti Ires.

L'emendamento - preceduto da uno del Pd - è pronto e dovrebbe essere approvato nel decreto semplificazioni, che procede a rilento al Senato e contiene le norme più disparate (anche lo stop per 5 anni agli spostamenti dei prossimi prof assunti). Tutti tasselli che 'completanò pezzi della manovra rimasti in sospeso. Il più complesso, che da solo - secondo Beppe Grillo - rappresenta «la più grande manovra mai realizzata», è il decretone per il reddito e quota 100. Nell'attesa del testo, Di Maio, con tecnici come Mimmo Parisi, che guiderà l'Anpal, e Pasquale Tridico, illustra nei dettagli il funzionamento della misura. E prova a replicare ai dubbi avanzati da più parti. Secondo i numeri M5s il reddito andrà a 5 milioni di persone e le pensioni di cittadinanza a 500mila anziani: il 53% degli assegni andrà al Sud e il 27% a single, mentre per le famiglie più numerose l'assegno potrà salire fino a 1330 euro (dai 780 euro di base). Ma Confindustria, con Vincenzo Boccia, dubita che il mix delle misure del governo crei «in automatico» un milione di posti. E le regioni, ricevute lunedì da Di Maio, rilanciano il loro allarme sui centri per l'impiego: «C'è rischio caos».

Ultimo aggiornamento: 21:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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