Migranti, Mattarella parla con Macron: «Basta scontri Italia-Francia». Impegno dell’Eliseo. E anche Salvini dovrà essere più cauto

La Russa: «L’opera del Quirinale è utile, ma va condivisa la fermezza del governo»

Italia-Francia, torna il dialogo. Mattarella parla con Macron: «Basta scontri tra governi, necessario collaborare»
di Alberto Gentili
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Martedì 15 Novembre 2022, 00:04 - Ultimo aggiornamento: 10:35

Sergio Mattarella interviene per riportare la pace, o per lo meno un clima più disteso, tra Italia e Francia. Sabato sera, dopo che per l’intera giornata gli staff diplomatici del Quirinale e dell’Eliseo avevano lavorato per preparare l’appeasement italo-francese e dopo che il capo dello Stato aveva sentito la premier Giorgia Meloni, è scattata una telefonata con il presidente francese. Con una richiesta di Emmanuel Macron, alle prese con l’opposizione interna: la notizia del colloquio deve uscire solo lunedì, in modo da far prima decantare la situazione.

Mattarella interviene per porre termine alla guerra innescata da Macron e dai suoi ministri, con accuse pesantissime contro Meloni e l’intero governo italiano dopo lo sbarco a Tolone della nave Ocean Viking, respinta dai porti italiani. E per mettere la sordina alle posizioni più oltranziste, in primis quelle di Matteo Salvini, che avrebbero innescato la reazione francese. Nell’operazione il capo dello Stato investe l’amicizia personale con il presidente francese, cui lo lega una consolidata consuetudine come dimostra il pranzo privato del 24 ottobre scorso.

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La telefonata, ben istruita dai consiglieri diplomatici, dura circa mezz’ora. I due presidenti concordano che è arrivato il momento di tornare all’antico. Alla normalità. Di ristabilire quel «clima di collaborazione e amicizia» sancito il 26 novembre dello scorso anno dalla firma del Trattato del Quirinale. Nel colloquio viene concordata una nota congiunta, uscita ieri mattina alle nove, nella quale Mattarella e Macron affermano «la grande importanza delle relazioni tra Italia e Francia» e condividono «la necessità che vengano poste in atto condizioni di piena collaborazione in ogni settore sia in ambito bilaterale sia dell’Unione Europea».

La nota dei due presidenti - fanno notare al Quirinale - non entra volutamente nel merito dei dossier bilaterali aperti, né indica interventi. Questo perché Mattarella ha un ruolo di garanzia, non esecutivo. C’è, ovviamente, però un auspicio a riprendere la collaborazione, senza entrare sui particolari delle questioni sul tappeto. In primis quella dei migranti.

LA LINEA DEL COLLE

Al Quirinale ricordano il discorso pronunciato la settimana scorsa a Maastricht, in cui Mattarella ha invocato sul dossier-migranti «scelte condivise dell’Ue» e ha sottolineato che «la risposta alla sfida migratoria avrà successo soltanto se sorretta dai criteri di solidarietà». In più, viene fatto filtrare che il Presidente ha sempre ritenuto indispensabili tre punti: salvare i migranti in mare, rispettare i diritti umani, redistribuire i rifugiati tra i Paesi europei.
Non è tutto. Chi ha parlato con Mattarella rivela: «L’auspicio del capo dello Stato», fatto presente all’inquilino dell’Eliseo, «è che Macron fermi gli attacchi dei ministri francesi al governo italiano e che Meloni faccia altrettanto». In sintesi: «Mattarella vuole riportare i rapporti italo-francesi sui vecchi binari, mettendo fine allo scontro».

Meloni viene contattata dal Presidente anche dopo la telefonata con Macron. Nel colloquio, la premier avrebbe garantito a Mattarella l’impegno dei suoi ministri a non alimentare lo scontro con la Francia. Anche perché, un’eventuale nuova escalation, suonerebbe come una sconfessione della mediazione del Quirinale. Tant’è, che perfino Salvini usa toni più cauti: «L’importante è che l’Europa faccia la sua parte. Come hanno detto tanti Paesi europei, non possono essere lasciati da soli i Paesi del Mediterraneo». 

Oltre ai ministri Antonio Tajani e Raffaele Fitto, fin dall’inizio impegnati a sedare la zuffa con Parigi, anche gli esponenti di Fratelli d’Italia al governo usano parole gradite al Colle. «L’Italia e la Francia sono legate da antica amicizia, culturale oltre che politica», dice Luca Ciriani. E il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, braccio destro di Meloni: «Abbiamo tutta l’intenzione di far rientrare la crisi con Parigi». Non esattamente in linea il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenuto con una dichiarazione non proprio negoziale: «Credo che l’opera di Mattarella sia sempre utile, ma credo anche che la fermezza del nostro governo possa e debba essere condivisa». C’è chi dice non sia stato avvertito.

 

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