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Matrimoni, arriva l'app per Green pass e cambiano le regole. La denuncia delle "location": «Noi “controllori” come le forze dell'ordine?»

Matrimoni, l'app per il Green pass e le nuove regole. La denuncia delle location: «Noi controllori come le forze dell'ordine?»
di Angela Orecchio
6 Minuti di Lettura
Lunedì 21 Giugno 2021, 13:37 - Ultimo aggiornamento: 22 Giugno, 16:48

Sono ripartiti il 15 giugno i matrimoni e con loro la gioia delle coppie di poter tornare a festeggiare. Dopo oltre un anno di riinvii sembrava tutto stabilito, sembrava. Da qualche giorno, infatti, sono cambiate le regole, e la felicità ha lasciato spazio allo sconforto. È arrivato un Dpcm, un altro, a complicare il quadro che più volte abbiamo cercato di chiarire. Il nodo centrale resta il Green pass. Sono stati fatti degli importanti interventi normativi in tema di controllo sulle certificazioni verdi. Nel DL 52/2021 all'art.9 nascono le certificazioni verdi e nell'art.9 del DL 65/2021 trovano ragione di esistere, vengono infatti richieste a tutti i partecipanti agli eventi conseguenti funzioni religiose e civili in zona gialla. Ma le cose dal 17 giugno 2021 sono cambiate. È stato emanato dal Governo un DPCM che spiega chi dovrà controllare questi documenti. Ma gli addetti ai lavori non l'hanno presa bene. 

Matrimoni, il Dpcm

All'art.13 del nuovo Dpcm vengono assegnati “al controllo della certificazione verde il proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonchè i loro delegati”. Un Dpcm che va ad ingarbugliare e a rendere la vita sempre più difficile agli organizzatori di matrimoni. Finora nel DL 65 non era stabilito nessun soggetto addetto al controllo e non erano predisposte le modalità del controllo medesimo da parte di soggetti diversi dagli organi di Pubblica Sicurezza. Ora le carte in tavola cambiano per tutti. Il titolare della location, o chi per lui, dovrà essere in possesso dell'app “VerificaC19” disponibile su playgoogle e verificare che tutti i partecipanti alla festa, addetti ai lavori compresi siano muniti di Green pass. 

La denuncia dell'associazione

«Impensabile che i titolari di location si mettano a fare i “controllori” - denuncia Claudio Compagnucci presidente di Feu, l'associazione a difesa della filiera degli eventi - continuiamo a essere vessati, da un Governo che è più di un anno che ci prende in giro discriminandoci». Pare che il settore degli eventi non abbia tregua. Dal Dpcm si legge chiaramente che solamente le struttuve recettive a cui è già richiesto il Green pass (quindi eventi, discoteche e matrimoni) dovranno fare questo controllo.  «Inoltre - continua Compagnucci - chi ci tutela di fronte a un invitato che non vuole presentare questa documentazione?» 

Certificazione verde, da quando sarà disponibile

La certificazione verde sarà intanto disponibile solo dal 28 giugno, resta quindi ancora il dubbio di come si debbano svolgere in questi giorni gli eventi nel rispetto delle norme, visto che le norme non ci sono. Sarà il 28 infatti il giorno in cui verrà generato il codice a barre che dovrà essere posseduto dall'ospite all'evento per essere mostrato al titolare della location. Al momento della verifica, laddove positiva, l’app fornirà l’informazione del possesso di una certificazione verde e nel contempo i dati del soggetto. Il partecipante, su eventuale richiesta del “controllore”, sarà tenuto per l’art. 13, comma 4 a mostrare all'addetto alla verifica un proprio documento di identità. 

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Il Garante della Privacy

Superato così anche l'impasse con le obiezioni più volte riportate dal Garante della Privacy sul trattamento dei dati di questa modilità di azione. Con questo mezzo, studiato dal Governo, la verifica del possesso della certificazione verde infatti  non determina alcuna attività di raccolta dati e conseguentemente non determina oneri in capo al verificatore circa il trattamento dei dati personali. Sulla app, apparirà solamente nome e cognome e la validità della certificazione che il titolare della location dovrà controllare. 

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Zona bianca, zona gialla: il dilemma

Resta però ancora il problema zona bianca, zona gialla. Nel DL 65/2021 si legge che la certificazione verde è richiesta solo per la zona gialla e il 28 maggio 2021 con le Linee Guida del Ministero erano uscite le regole compartamentali da tenere per sposi, invitati e addetti ai lavori. Ma a seguire il giorno dopo, il 29 maggio, probabilmente per rettificare quanto scritto nel DL, è arrivato un comunicato cogiunto tra Ministero della salute e Conferenza delle Regioni e Province Autonome in cui si riporta che anche in zona bianca è richiesto il Green pass. Come già detto, un comunicato congiunto non ha nessuna valenza di legge, quindi non può essere preso in considerazione. Pertanto, da quanto dice la legge, il Green pass è da presentare solo in zona gialla. «La questione è molto confusa - spiega l'avvocato Patrocinante in Cassazione, Marco Mocavini - certo è che un comunicato non può correggere un DL. Le Prefetture però non hanno un pensiero comune e sono confuse anche loro. A mio parere, saggezza impone di avere certificazione anche in zona bianca, ma solo per evitare all'invitato di doversi poi recare da un avvocato spendendo altri soldi, qualora ci fosse un verbale». Certo è che, ci spiega l'avvocato il governo potrebbe rimettere mano al DL 65/2021 inserendo al suo interno anche l'obbligo di certificazione anche in zona bianca. 

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Tampone ai bambini

Rimane ancora dubbio sul fronte tamponi. Per i bambini sono richiesti? Se sì, da che età? Non ci sono risposte certe. Non esiste legge infatti che ci spieghi da che età gli ospiti invitati a un evento debbano essere provvisti di tampone. Gli sposi restano ancora pieni di dubbi, e con loro anche gli addetti al settore che non riescono a trovare risposte certe da poter dare alle coppie. probabilmente, qualora il DL venisse modificato, si inserirà anche una specifica su questo argomento. 

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