Legge elettorale, Piemonte e Abruzzo chiedono il referendum: sono la quinta e sesta regione

Giovedì 26 Settembre 2019
Legge elettorale, il Piemonte chiede il referendum: è quinta regione

Svolta sul futuro della legge elettorale. Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato il provvedimento per chiedere il referendum abrogativo della quota proporzionale prevista nella legge elettorale nazionale. È così raggiunta la soglia delle cinque Regioni necessarie per ottenere la consultazione popolare. Il via libera questa sera, dopo tre giorni di sedute fino alla mezzanotte. A favore del documento della Lega tutto il centrodestra, inclusa Forza Italia. Centrosinistra e M5s al momento del voto hanno lasciato l'aula.

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Le opposizioni hanno fatto di tutto per impedire al Piemonte di approvare il documento, ma il contingentamento dei tempi imposto dal centrodestra questa mattina ha fatto gettare la spugna alle forze del centrosinistra e ai pentastellati. «Se ci impedite di fare la battaglia che avremmo voluto noi ci fermiamo qui, non facciamo perdere tempo ai piemontesi», ha annunciato il capogruppo del Pd Domenico Ravetti a nome delle minoranze, i cui esponenti sono poi rimasti in aula senza più illustrare né votare gli oltre 200 emendamenti che avevano presentato, lasciando al centrodestra il lavoro di respingerli. «Sono soddisfatto - ha commentato quanto il provvedimento è arrivato in dirittura d'arrivo il governatore azzurro Alberto Cirio - in questi giorni ci sono stati dei momenti accesi di dibattito: credo che siamo comunque giusti quando si parla di un argomento importante come il voto. Penso che il tempo di questa discussione sia stato ben speso: chiediamo una legge elettorale chiara, per cui chi vince le elezioni governi. Se riusciremo ad averla avremo fatto un buon lavoro, anche con un contributo del Consiglio regionale del Piemonte».

Dopo tre giorni di polemiche, minacce di esposti e scontri procedurali, il Consiglio regionale dell'Abruzzo ha approvato a maggioranza poco prima della mezzanotte il quesito referendario, voluto dalla Lega, finalizzato all'affermazione del sistema maggioritario abrogando la quota proporzionale. A votare con 17 voti favorevoli il centrodestra, mentre le opposizioni del M5S e del centrosinistra hanno abbandonato l'aula. Nella commissione Bilancio da martedì scorso e fino alla serata di ieri le minoranze hanno fatto ostruzionismo per allungare i tempi dell'approvazione.

L'Abruzzo che per bocca del coordinatore regionale della Lega, il deputato Giuseppe Bellachioma, aveva puntato l'obiettivo di Regione apripista tra le cinque chiamate a licenziare entro il 30 settembre l'istanza referendaria, è arrivato sesto. Proprio per questo, hanno ritirato i circa 2.300 emendamenti, sbloccando i lavori. «Politicamente abbiamo ottenuto una grande vittoria visto che l'Abruzzo è arrivato sesto dopo aver sbandierato ai sette venti che sarebbe stata la prima a licenziare la istanza referendaria, il quesito, palesemente inammissibile, è una truffa che sta facendo perdere tempo agli italiani e agli abruzzesi - hanno spiegato i consiglieri di opposizione. »Al di là del fatto che in cinque regioni si sia già votato, tuttavia arriviamo nello stesso giorno delle altre, quindi abbiamo dato il nostro contributo come prima regione della Lega del centrosud - ha spiegato Bellachioma, da stamani all'Aquila -. Non ci sentiamo sconfitti, siamo una squadra ed abbiamo portato a casa il risultato. Se non ci fosse l'azione illegittima della pentastellata Marcozzi avremmo chiuso il discorso molto prima. Ringrazio i commissari ed i consiglieri regionali che si sono prodigati in questi giorni, siamo comunque contenti per aver dato una soddisfazione a Salvini che domenica verrà in Abruzzo per salutarci e fare il punto della situazione«, ha concluso Bellachioma.
 

Ultimo aggiornamento: 27 Settembre, 08:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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