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Principio di insularità entra in Costituzione: cosa cambia per Sicilia e Sardegna

Tra gli ambiti di applicazione il sistema dei trasporti, il settore dell'energia e quello delle infrastrutture.

Principio di insularità entra in Costituzione: cosa cambia per Sicilia e Sardegna
4 Minuti di Lettura
Giovedì 28 Luglio 2022, 16:58

Da oggi la Costituzione avrà un occhio di riguardo in più per le isole. Con 412 sì, un astenuto e nessun contrario l’aula della Camera ha infatti dato il via libera alla proposta di legge costituzionale d’iniziativa popolare per il riconoscimento della peculiarità delle Isole e il superamento degli svantaggi derivanti dall’insularità. Lo ha fatto aggiungendo un comma in più dopo il quinto dell’articolo 119 del testo Costituzionale, che disciplina l’autonomia di entrate e spese degli enti territoriali. Una “piccola modifica” che ha però richiesto un lungo iter parlamentare e la maggioranza assoluta, in base a quanto previsto dal meccanismo di revisione costituzionale. 

Le origini e gli ambiti di applicazione 

A lanciare l’iniziativa che poi  ha portato alla raccolta di 200 mila firme, è stato l’avvocato Roberto Frongia, presidente presidente dei Riformatori sardi scomparso nel dicembre del 2020, che si è mosso al fine di «restituire pari opportunità alle isole» svantaggiate rispetto alle altre Regioni». Dunque, una proposta partita “dal territorio” ma che presto ha acquisito una portata nazionale ricevendo il consenso trasversale di differenti parti politiche e anche del mondo della cultura e dell’impresa. Un inedito per la storia repubblicana che non hai mai approvato una proposta di questo tipo prima d'ora. Ma che per essere rimpita di senso ora necessiterà di decreti attuativi che la rendano operativa. Di certo, gli ambiti di applicazione a cui Sicilia e Sardegna guardano con più interesse sono il sistema dei trasporti, il settore dell'energia e quello delle infrastrutture.

L’iter in Parlamento e i contenuti 

L’iter del provvedimento è iniziato al Senato  che lo ha approvato in prima deliberazione il 3 novembre 2021. È stato qui che il testo è andato incontro a una prima modifica. Agli albori, infatti, si chiedeva che ad essere riconosciuto fosse «il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’insularità» e che venissero «disposte le misure necessarie a garantire un’effettiva parità un reale godimento dei diritti invidividuali e inalienabili». La messa a punto ha garantito che nel passaggio alla Camera il testo fosse apporto senza l’apporto di alcuna modifica aggiuntiva. Ma che soprattutto il testo passasse il successivo vaglio delle due Camere in secoda deliberazione. 

Con la modifica, sarà  la Repubblica - con tutti gli enti che la costituiscono - e non più solo lo Stato a farsi carico dell’intervento delle isole e il riconoscimento delle peculiarità. 

Mentre l'eliminazione del riferimento dei “gravi e permanenti svantaggi” si spiega con la volontà di evitare che il termine insularità sia considerato esclusivamente  come fonte di svantaggio e di conseguenti ristori di tipo economico e finanziario . Ma che piuttosto vada nella direzione di promuovere la valorizzazione non solo di tipo ambientale, ma anche di tipo culturale e naturalistico. 

Le reazioni 

Non si sono fatte attendere le reazioni della politica e in particolare dai presidenti delle Regioni interessate. Per il governatore della Sardegna Solinas : «La Sardegna è oggi più forte e capace di far valere diritti troppo a lungo negati, per avere giuste compensazioni degli svantaggi che la condizione insulare comporta». Un traguardo nazionale che arriva dpo il riconoscimento dell'Europarlamento che ha votato la risoluzione Omarjee per i diritti delle Isole che, secondo Solinas, spinge ad essere ancora «più determinati nell'intento di tenere alto il nostro impegno per restituire alla nostra Isola, alla sua economia, ad ogni cittadino ciò che fino ad oggi è stato negato».

Per il governatore siciliano Musumeci, invece, «superare gli svantaggi derivanti dall'insularità diventano, da oggi, un impegno preciso per lo Stato, consacrato nella Costituzione. È una vittoria per tutti gli isolani d'Italia». Poi il grazie al vicepresidente   Gaetano Armao «per avere sempre creduto a questo obiettivo e per averlo perseguito, per conto del governo regionale, con passione e tenacia».

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