Giorgia Meloni avvisa Salvini su Global Compact ed elezioni regionali: «Sa bene che noi possiamo liberarlo dal M5S»

Martedì 11 Dicembre 2018 di Marco Pasqua
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A Roma, al Campidoglio, per adesso dice di non voler pensare (anche se la Capitale è e resterà un suo chiodo fisso, nel bene e nel male). Giorgia Meloni è divisa tra le regionali e le europee, lanciata nella costruzione di un polo “sovranista e conservatore” e, soprattutto, nel costruire un'alternativa all'attuale governo. «Se riusciamo a crescere alle europee e a fare un risultato importante, ci potrà essere un'alternativa di governo. Gli unici che possono liberare Salvini dal M5s siamo noi», dice, ospite del MessaggeroTv. All'attuale governo rimprovera, soprattutto, la manovra economica, che «colpisce le piccole imprese e che non porterà crescita e investimenti», ma che, anzi, «aumenterà la disoccupazione». «Questa manovra disastrosa è l'esatto contrario di ciò di cui l'Italia ha bisogno – sottolinea - Non ha alcun senso pensare di abolire la povertà se non si fa niente per creare lavoro: e l'unico modo per farlo è sostenere le imprese».

Partiamo da un tema a lei molto caro, quello del Global Compat. In Campidoglio M5S e Pd hanno firmato contro una mozione di Fdi sul Global Compact. Secondo lei il governo rischia?
«Spero di sì. Salvini ha detto che non litigheranno su questo tema. Se l'Italia sottoscrivesse il Global Compat – che non fa più distinzione tra migranti e rifugiati - ciò significherebbe il disconoscimento di tutta la politica sull'immigrazione che il governo ha fatto fino ad oggi. Ho chiesto che il governo prendesse una posizione chiara: mi è stato risposto che il documento deve arrivare in Aula e ci deve essere un voto Parlamentare. Certo, tutte le volte che si sono discusse mozioni di FdI, in Campidoglio e in Parlamento, sono state respinte, anche con i voti della Lega. Ho parlato con i colleghi leghisti e mi hanno garantito che voteranno compatti. Io sono convinta che questo sia uno dei temi sui quali bisogna essere pronti a staccare la spina al governo».

A oggi qual è stato l'errore più grosso commesso da questo governo?
«La manovra economica, è disastrosa. Non ha alcun senso pensare di abolire la povertà se non si fa niente per creare lavoro: e l'unico modo per farlo è sostenere le imprese. E, invece, con questa manovra almeno il 30% delle imprese pagherà più tasse. E' un errore bruciare miliardi di euro, semplicemente per garantirsi un consenso alle elezioni: tutti i provvedimenti della manovra, a partire dal reddito di cittadinanza, guardano solo alle elezioni europee».
 

Stamattina sarà in piazza contro la fatturazione elettronica. Questo provvedimento non le sembra un modo adeguato per combattere l'evasione?
«Nessuna nazione al mondo che ha introdotto la fatturazione elettronica lo ha fatto allo stesso momento per tutti: non puoi non tenere conto della grandezza dell'impresa. Penso che l'obbligo, entrando in vigore per tutti alla stessa maniera, porterà molti problemi alle piccole imprese. La nostra proposta è di introdurre la fatturazione elettronica in maniera scaglionata, tenendo conto della grandezza dell'azienda. Il governo ci dato ragione, ma ci ha anche spiegato che così facendo puntano ad introitare 2 miliardi di euro, che servono a sostenere la manovra. Ecco perché non sono a favore del reddito di cittadinanza, perché per finanziarlo dobbiamo far chiudere migliaia di piccole imprese».

Dopo Conte, se dovesse indicare un premier, che nome sceglierebbe?
«Sono perché i premier li scelgano gli italiani. Inoltre, penso che sia giusto che quando ci si candida, si dica “mi candido a sostegno di questo candidato-premier”: e che poi questa persona, se eletta, diventi premier. Cosa che non è mai avvenuta».

C'è chi la considera una potenziale candidata-sindaco del centrodestra a Roma. E' possibile una sua candidura?
«Oggi questa ipotesi è lontana dalla realtà. Non è ciò su cui sono concentrata. Ora sto pensando alle prossime elezioni europee, all'appello lanciato per costruire un movimento sovranista e conservatore (al quale hanno già aderito Francesco Storace, Andrea Augello, e altri arriveranno). Se alle Europee riusciamo a crescere e a conseguire un risultato importante, ci potrà davvero essere una alternativa di governo. Gli unici che possono liberare Salvini dal M5s siamo noi».

Sulle prossime regionali, ha sollecitato un incontro con Salvini. E se Salvini inserisce il M5s?
«Non lo farà. Non avrebbe senso. Poi, certo, non si può mai sapere: ma abbiamo deciso che ci saremmo presentati insieme alle Regionali. Matteo si rende conto delle difficoltà di questa alleanza con il M5s. Credo sia interesse suo guardare ad un governo coeso, a persone con le quali si condividono tante battaglie».

Che fine farà il M5s?
«Lo decideranno gli italiani. I movimenti che non hanno una visione, che non credono in niente, che rincorrono solo i big data, crescono molto in fretta, ma non durano tantissimo».

Che consiglio darebbe alla Raggi?
«Di smettere di fare l'albero di Natale».

Ultimo aggiornamento: 23:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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