Elezioni di medio termine Usa, cosa sono e perché sono importanti: un "referendum" sull'amministrazione Biden

Il presidente Biden potrebbe dover governare due anni con le Camere in mano all'opposizione e si andrebbe verso uno stallo: in gioco il futuro di clima, aborto e Ucraina

Elezioni di medio termine Usa, cosa sono e perché sono importanti: un "referendum" sull'amministrazione Biden
di Fausto Caruso
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Lunedì 7 Novembre 2022, 15:52 - Ultimo aggiornamento: 16:50

Le elezioni di midterm più importanti della storia. Sembra un definizione fatta per vendere i giornali, ma il voto di metà mandato che domani, 8 novembre, rinnoverà l'intera Camera dei Rappresentanti e un terzo del Senato statunitensi saranno decisive per l'America e per lo scenario globale.

Biden a caccia di voti alla vigilia delle elezioni di Midterm

LA SITUAZIONE

Attualmente i democratici, il partito del presidente Joe Biden, controllano entrambe le camere, ma lo scenario più probabile è che dopo mercoledì la Camera dei Rappresentanti sia in mano agli avversari Repubblicani. Storicamente le elezioni di midterm si configurano come un referendum sull'amministrazione in carica e quasi puntualmente il partito del presidente in carica perde decine di seggi, specialmente se il suo tasso di approvazione è sotto al 50% e quello di Biden attualmente non va oltre il 44. Diverso il discorso per il Senato che al momento é sotto il controllo dei democratici che hanno 50 seggi, esattamente la metà ma possono contare sul voto decisivo del vicepresidente, Kamala Harris, che interviene nelle situazioni di stallo. Qui la corsa è molto più serrata e visto che i seggi vengono assegnati con sistema maggioritario negli Stati in bilico basterebbe che poche migliaiai di voti cambiassero colore per ribaltare le sorti della sfida.

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Cosa c'è in gioco: clima, diritti e Ucraina

Quasi sempre dopo le elezioni di midterm il presidente si ritrova a governare con una o entrambe le camere contro, il che rende molto difficile implementare il proprio programma. Se la situazione è così comune perché in questa tornata elettorale lo scenario è così preoccupante? Per il tipo di provvedimenti che potrebbero essere a rischio se il controllo di entrambe le camere passasse ai Repubblicani. Lo scorso agosto Biden ha firmato l'Inflation Reduction Act, un pacchetto di misure da 369 miliardi di dollari che include interventi in materia di sanità pubblica e contrasto al cambiamento climatico. Già con le Camere dalla sua parte Biden ha avuto molte difficoltà a far passare il piano che inizialmente doveva essere molto più corposo. Dopo le elezioni di midterm potremmo essere davanti a due anni di stallo su queste materie, su cui i Rep hanno visioni opposte.

Ciò che dà qualche speranza ai democratici di mantenere almeno il controllo del Senato (tenere anche la Camera sarebbe un enorme sorpresa) è l'ondata di malcontento causata dall'abolizione della sentenza Roe vs Wade che garantiva il diritto d'aborto. Biden ha promesso di fare tutto il possibile per far sì che le donne americane possano ricorrere all'aborto quando lo ritengono necessario, ma varare legislazioni in tal senso sarebbe impossibile senza l'appoggio del Congresso. La difficoltà da questo punto di vista è data dal fatto che secondo la CNN solo il 15% dell'elettorato ritiene i diritti civili il tema politico di maggior importanza. Al centro delle preoccupazioni dell'americano medio c'è l'inflazione galoppante che rischia di strangolare l'economia a stelle e strisce: secondo un rilevamento mostrato dalla NBC ben l'81% degli elettori si ritiene insoddisfatto dell'attuale situazione economica, la cui colpa viene addossata al presidente Biden.

Il risultato elettorale sarà guardato con molta attenzione anche nelle capitali straniere, prime tra tutte Kiev e Mosca. L'amministrazione Biden è stata adamantina nel sostegno all'Ucraina contro l'invasione russa, proclamando di voler fare di nuovo dell'Amercia «l'arsenale della democrazia». Finora gli Stati Uniti hanno fornito assistenza militare all'Ucraina per oltre 18 miliardi di dollari e se molti esponenti Repubblicani hanno garantito che questo sostegno continuerà al di là del colore politico prevalente dopo le elezioni, l'ala populista ha espresso più di qualche dubbio. Senza il sostegno Americano la resistenza Ucraina sarebbe enormemente depotenziata e le chance di retsitere all'invasione sarebbero sempre più flebili.

Il fattore Trump

Un giocatore che guarda la partita con molta attenzione è Donald Trump. L'ex presidente è stato prodigo di endorsement per i candidati repubblicani e se il suo partito dovesse ottenere un'enorme affermazione elettorale questo spianerebbe la strada alla sua ricandidatura per le presidenziali 2024. Se il Great Old Party prendesse la maggioranza del Senato potrebbe impedire le nomine di giudici federali sgraditi e complicare le indagini sull'assalto a Capitol Hill da parte dei sostenitori trumpiani del 6 gennaio 2021 e sui documenti della Casa Bianca ritrovati nella villa del miliardario a Mar-a-Lago in Florida.

Non va dimenticato che oltre che per i 435 della Camera e 35 su 100 del Senato, sì vota anche per 36 governatori statali e qui la preoccupazioni è che una prevalenza rossa metta ulteriormente in pericolo l'aborto e altri diritti civili. Tra i governatori in corsa per la rielezione c'è anche il democratico Ron Desantis, che spesso ha criticato Trump dopo la sconfitta elettorale e che viene accreditato come unico avversario del Tycoon per la leadership del partito (i due infatti non si sono incorciati in campagna elettorale).

Come finirà

Se la Camera sembra diretta verso il GOP, la corsa al Senato va guardata con attenzione. Se i Repubblicani devono ottenere la maggioranza di 51 seggi ai Dem basta mantenere i 50 seggi attuali per poi continuare a contare sul tie breaking vote della vicepresidente Kamala Harris. I quattro stati in bilico sono Arizona, Georgia, Nevada e Pennsylvania: nei primi tre i candidati dem uscenti hanno un leggero vantaggio mentre nell'ultimo il senatore Repubblicano, Pat Tommey, uscente si ritira e i sondaggi vedono in leggerissimo vantaggio il candidato democratico per la successione, John Fetterman. In molti Stati bisognerà però aspettare giorni per il conteggio definitivo e molti potrebbero vedere il risultato sospeso per settimane in attesa di un ballottaggio in caso nessun candidato superi la soglia del 50%. A oggi la CNN assegna 48 senatori ai Democratici 49 ai Rep e 3, decisivi seggi sono dati in bilico. Gli occhi del mondo sono di nuovo sull'America.

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