Coronavirus Fase 2, vertice tra Conte e Colao: martedì l’ok al cronoprogramma

Coronavirus Fase 2, vertice tra Conte e Colao: martedì l ok al cronoprogramma
di Rosario Dimito
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Sabato 25 Aprile 2020, 09:21

Un vertice fra Giuseppe Conte e Vittorio Colao nelle prossime ore, potrebbe rivedere la fase 2 nel senso di valutare eventuali anticipi di riaperture, altri comparti, ulteriori misure di prevenzione e sicurezza, oltre quelle messe a punto nelle quattro pagine più slide riepilogativa, consegnata nella serata di tre giorni fa al premier.

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Ieri mattina è tornata a riunirsi la task force dei 17 super esperti che ha approvato la versione definitiva del report, con gli aggiustamenti fatti dal premier, in particolare la cancellazione della soglia di età di 60 anni che era stata inserita per bloccare il rientro di questi cittadini considerati evidentemente tra i vulnerabili. Gli esperti hanno rinviato la stesura del nuovo cronoprogramma sulle cose da fare per aspettare che sia il presidente del Consiglio, di cui la task force è di supporto, a dare le nuove indicazioni. E si rivedranno martedì 28.

Minerario, manifatturiero, costruzioni, sono i settori che potranno aprire da lunedì 4 maggio, secondo i suggerimenti degli esperti, per un totale di 2,75 milioni, in base al rapporto Inail basato sulle attività a più basso rischio, elaborate sulla base del confronto di scoring attribuibile per ciascun settore produttivo con le variabili di esposizione (scala da 0 a 4 con probabilità bassa per gli agricoltori ed alta i sanitari) e prossimità (da 0 a 4 a seconda se si lavora da soli oppure in stretta prossimità con altri, come gli studi dentistici). Il punteggio risultante da tale combinazione viene corretto con un fattore che tiene conto della terza scala (aggregazione) che va da 1 per la presenza di terzi limitata o nulla (manifatturiero, industria, uffici non aperti al pubblico) a 1.50 con aggregazioni intrinseche controllabili con procedure in maniera molto limitata (es. spettacoli, manifestazioni di massa).

IL VERDE PER APRIRE ANCORA
Il risultato finale determina l'attribuzione del livello di rischio con relativo codice colore per ciascun settore produttivo secondo Ateco: seguendo questo paradigma, il gruppo Colao ha individuato i settori che potranno riaprire tra nove giorni e «si potrebbero includere anche codici Ateco ancora aperti relativi, tra gli altri, al comparto del commercio all'ingrosso. Per un totale di addetti al lavoro che è stato stimato preliminarmente in altri 1,15 milioni di persone», c'è scritto nel rapporto.

Ai 2,75 milioni prossimi a rimettersi in moto va aggiunto «l'ampio numero di realtà già attive con silenzio-prefettizio» anche se va considerato «che non tutto riparta a pieno regime da subito».

BAR, RISTORANTI, NEGOZI
La sicurezza sanitaria locale è pre condizione per la ripartenza tenendo presente la curva epidemiologica (trend giornalieri), adeguatezza delle strutture di Covid hospital, riguardo terapie intensive, disponibilità dei materiali Dpi. Sarà centrale il ruolo della App Immuni che, seppure volontaria, potrà monitorare da vicino i contagi. Il possesso di questi dati disaggregati e tempestivi servirà ad accertare l'impennata della curva nelle provincie. Sarà il comitato tecnico scientifico a fissare i range per monitorare andamenti e scostamenti durante la fase 2 e fase 3 fino al protocollo sanitario risolutivo (vaccino), che possono portare alla necessità di ripristinare il lockdown su specifiche aree, aziende, enti a carico di Regioni e prefetture di concerto, con un approccio granulare. Ieri Conte ha sottolineato che senza vaccino non ci sarà nessuna soluzione.

Rispetto al protocollo definito dagli esperti di Colao, gli ulteriori passaggi arriveranno dalla politica, a seguito dei confronti fra il governo e le regioni, con l'ulteriore supporto degli scienziati. E i territori spingono per ridare libertà agli abitanti, come il Veneto dove Luca Zaia riapre take away e cimiteri.

Ecco perché nelle prossime ore il premier vuole rivedere Colao per tracciare la road map fino a 4 maggio. Il governo deve continuare a fare da ammortizzatore delle spinte locali. C'è chi non esclude che Conte possa chiedere a Colao di studiare ulteriori aperture di altri settori. Gli alloggi e la ristorazione hanno il colore verde secondo Ateco. Perché aspettare il 18 per riaprire bar e ristoranti, così come l'11 per i negozi. Siccome ci si muove con criteri nazionali applicabili in loco, si potrebbe anticipare tenendo ferme mascherine, distanze e altre protezioni in funzione dell'indice R0. E i trasporti? Gli spostamenti sono consentiti all'interno della regione ma è vietato uscire fuori dalla cintura. Frecciarossa e soprattutto Italo spingono per consentire ai viaggiatori di potersi muovere, in sicurezza ma senza le barriere invalicabili. Per Colao si preparano altri giorni intensi.


 
 

 
 
 

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