Bullismo, arriva la nuova legge: nei casi gravi previsto l'allontanamento dalla famiglia

Giovedì 14 Novembre 2019
Bullismo, arriva la nuova legge: nei casi gravi previsto l'allontanamento dalla famiglia

La legge contro il bullismo arriverà in aula alla Camera lunedì prossimo. Tra le novità il nuovo testo prevede che il ragazzo che compie atti di bullismo e che non modifica i propri comportamenti dopo un percorso di rieducazione, potrebbe essere allontanato dalla famiglia dal Tribunale dei minori e affidato a una casa famiglia se la permanenza con i genitori risulta controproducente alla sua rieducazione. È quanto prevede, per i casi più gravi di bullismo, la legge che la Commissione Giustizia della Camera ha approvato e che arriverà in Aula lunedì prossimo. La legge istituisce anche un numero verde, il 114, per le vittime.

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In Commissione c'è stato un dibattito preliminare tra due impostazioni diverse: da una parte Fdi, sostenuto anche da Lega e Fi, puntava solo all'aspetto penale, introducendo uno specifico reato di bullismo, con pene da sei mesi a quattro anni di carcere; dall'altra la proposta di M5s e sostenuta dal Pd, che punta soprattutto alla prevenzione e al recupero educativo del «bullo». Il testo approvato prevede una parte penale per i maggiorenni che accomuna il bullismo allo stalking (articolo 612 bis del codice penale). Molto più articolata la parte preventiva ed rieducativa, nel caso in cui il bullo sia un minore, e infatti si interviene sul processo penale minorile. La legge prevede che qualsiasi soggetto, nella scuola e fuori da essa, possa segnalare i casi di bullismo al Procuratore, il quale gira al Tribunale dei minori la segnalazione. Il Tribunale apre quindi un procedimento in cui stabilisce «gli obiettivi» di un percorso di rieducazione del «bullo», mentre i dettagli dei «progetto» rieducativo vengono definiti dai servizi sociali insieme alla famiglia del ragazzo (o ragazza). Concluso il «progetto», e «comunque con scadenza annuale», il servizio sociale «trasmette al Tribunale per i minorenni una relazione che illustra il percorso e gli esiti dell'intervento.

Il Tribunale per i minorenni, valutate le risultanze attestate nella relazione e sentito il minorenne e i genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale, con decreto motivato, può in via alternativa» dichiarare concluso il percorso rieducativo; proseguire il percorso e il progetto; disporre l'affidamento del minorenne ai servizi sociali; oppure «disporre il collocamento del minorenne in una comunità, qualora gli interventi previsti dai numeri precedenti appaiano inadeguati». In Commissione hanno votato a favore i deputati della maggioranza mentre quelli del centrodestra hanno votato contro. La legge modifica anche le sanzioni pecuniaria per i genitori che non mandano i figli a scuola. Finora essa riguardava solo le famiglie che non facevano frequentare ai figli le elementari, mentre la legge lo estende per i casi in cui i genitori non fanno frequentare ai figli tutte le scuole obbligatorie.

Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 09:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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