Ruby non esiste più, Karima El Marough in aula dopo 12 anni: «Porto un marchio indelebile, ora rivoglio la mia vita»

Elegante, adulta e quasi seriosa, non sembra esserci più alcuna traccia della ragazzina «con troppe fantasie» che era rimasta coinvolta nello scandalo Berlusconi

Ruby non esiste più, Karima El Marough in aula dopo 12 anni: «Porto un marchio indelebile, ora rivoglio la mia vita»
di Federica Zaniboni
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Mercoledì 5 Ottobre 2022, 13:51 - Ultimo aggiornamento: 20:54

Niente show stavolta, profilo basso, per quanto possibile data la presenza di telecamere e fotografi, sperando di riprendersi «la mia vita» e uscire «dall'incubo». Quasi 10 anni dopo Karima El Mahroug si è ripresentata in aula, per il filone 'ter' di quel caso senza fine nato quando finì in Questura la famosa notte del 27-28 maggio 2010. Senza sceneggiate come quella del 2013, quando sulla scalinata del Palazzo di Giustizia di Milano attaccò tutti, pm e stampa, per difendere sé stessa e Silvio Berlusconi. Stamani il contesto era diverso, una grigia aula bunker alla periferia sud della città, e lei, jeans, maglione e trench, è arrivata a sorpresa per ascoltare i suoi avvocati, Jacopo Pensa e Paola Boccardi, che hanno tentato di demolire le accuse di falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari. Imputazioni che, nel processo con altri 28 imputati, ex premier compreso, potrebbero costarle 5 anni di carcere e un confisca da 5 milioni di euro, stando alle richieste dell'aggiunto Tiziana Siciliano e del pm Luca Gaglio.

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Ruby, come è cambiata

La crescita e il cambiamento tanto ribadito dalla difesa, emerge anche dal suo aspetto. Chi la ricordava con le minigonne e i vestitini inguinali oggi si trova davanti una nuova Ruby, ormai 29enne. E chi fino a questo momento l’aveva vista soltanto nelle foto di 10 anni fa, oggi scopre una donna completamente diversa da come probabilmente l’aveva immaginata. Con un paio di semplicissimi jeans, un trench beige appoggiato sulle spalle e delle eleganti scarpe col tacco, Karima El Marough dimostra classe e buon gusto.

 

La difesa: "Quel nome è ancora un avatar"

«Quando aveva 15 anni si era inventata un nome e un personaggio, quello di Ruby. Senza rendersi conto che quel nome avrebbe costituito una sorta di avatar dal quale avrebbe avuto difficoltà a distanziarsi», dice l’avvocato Paola Boccardi in un passaggio dell’arringa difensiva insieme al legale Jacopo Pensa. Imputata per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari nel processo cosiddetto Ruby ter - che coinvolge altre 28 persone tra cui Silvio Berlusconi -, Karima lascia l’aula intorno alle 12.30 dicendo che «è stata una giornata veramente emozionante». Per la prima volta si sente «difesa», aggiunge subito prima di scusarsi con i cronisti «per l’emozione». «L’augurio che mi faccio è che questa vicenda si chiuda il prima possibile, perché è stato un grande incubo». È l’augurio «di riavere indietro la mia vita e di poterla vivere serenamente». 

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