Morto Albert Uderzo, "padre" di Asterix e Obelix, grande fumettista di origini italiane

Martedì 24 Marzo 2020 di Riccardo De Palo

Se ne va anche Albert Uderzo, “papà” di Asterix e Obelix, assieme al compianto (era morto nel 1977) René Goscinny. Aveva 92 anni e non faceva mistero di preferire, rispetto al magrolino eroe gallico, il suo più corpulento compagno, ghiotto di cinghiali da cuocere rigorosamente sulla brace. Diceva di identificarsi in lui; ma il monumentle menhir che (proverbialmente) portava sulle spalle ha finito per cedere al peso degli anni. Aveva lanciato il suo iconico fumetto (che in Francia è un genere popolarissimo) nel 1959. Una saga che continua, ininterrottamente, da sessant'anni.

Uderzo è morto oggi per una crisi cardiaca, senza alcun legame con l’attuale epidemia di coronavirus, ha annunciato la sua famiglia. Nato nel 1927 a Fismes, nella Marna, da Silvio Leonardo Uderzo e Iria Crestini, emigranti italiani (lui della provincia di Vicenza, lei toscana) che si erano trasferiti in Francia, aveva ottenuto la cittadinanza francese giovanissimo.

Le Monde ricorda il personaggio con un toccante ritratto,  e scrive che "sembrava invincibile". 

Di Obelix, ricorda il quotidiano francese, Uderzo “possedeva la sensibilità a fior di pelle e una certa generosistà disinteressata”; negli anni ha portato il suo iconico fumetto a 375 milioni di copie vendute. «Bisogna aspettare che io muoia, perché si parli bene di me?» - scherzava quando in Francia si celebrava il successo di Tintin, e nessuno parlava invece del suo personaggio dalla diffusione planetaria. «Sono gli americani che mi hanno insegnato a disegnare - diceva - faccio fumetti alla Walt Disney».

Uderzo ha sempre sofferto di non avere ottenuto il plauso che, pure, avrebbe meritato; anche quando, alla morte del compagno di avventure Goscinny, decise di continuare a mantenere vivi i suoi personaggi, venne definito come semplice “esecutore” della creatività del suo coautore. Ma il seguito della saga ha dimostrato che il suo genio era molto più degno di considerazione. 

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La sua mano malferma, alla fine della vita, poteva testimoniare i ritmi di lavoro che si era imposto, realizzando un albo dopo l’altro, di Asterix ma anche di Tanguy e Laverdure, altre due serie dallo stile completamente diverso, e che evidenziavano la sua capacità di eccellere non solo nel fumetto umoristico, ma anche in quello di stampo più realista, e di sapere distanziarsi dalla scuola belga che in Francia andava per la maggiore.
 

Appare curioso, oggi, notare come un personaggio così “francese” come Asterix sia stato partorito da un francese di origini italiane e da un coautore, Goscinny, nato a Parigi da padre polacco e madre ucraina.  Un dettaglio che fa di Asterix, scrive Le Monde, un puro “prodotto dell’immigrazione”. Lo stesso cognome deriva da Oderzo, una piccola cittadina in provincia di Treviso che, al tempo dei romani, si chiamava Opitergium.

Nei giorni scorsi, qualcuno ha notato che il carro di un romano, in un fumetto del 2017, si chiamava proprio Coronavirus, nell'albo dal titolo "Asterix e la corsa d'Italia". Profezia? C'era anche un fiero aiutante, denominato "Bacillus"...

Il successo, in qualche modo, stupiva anche lui. «Astérix - diceva - è piuttosto piccolo, magrolino, non bello, contrariamente all’uso corrente, che si avvale di eroi attraenti, in cui i bambini si possono identificare».

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Quando incontrò Goscinny, racconta nelle sue memorie Uderzo, proveniente dagli Stati Uniti, si fettò a capofitto nella nuova avventura, "con tutta l'audacia e l'incoscienza della giovinezza". Asterix il gallico, la prima avventura, ebbe una tiratura limitata, in seimila esemplari. I successivi ebbero una crescita esponenziale: ventimila copie, e poi quarantamila. Numeri che continuarono a crescere, anche dopo la morte di Goscinny, venuto a mancare a soli 51 anni. Oggi ogni albo di Asterix viene stampato in cinque milioni di copie, di cui due soltanto per il mercato interno.

L'ultimo albo da lui realizzato è quello del cinquantesimo anniversario, nel 2009. nel 2011 erano subentrati, a curare la saga, i suoi  eredi: Jean-Yves Ferri (sceneggiatura) e Didier Conrad (disegni), che hanno debuttato con "Asterix e i Pitti" il trentacinquestimo albo a fumetti della serie Asterix apparso nel 2013. Uderzo, in totale, ha sceneggiato e disegnato trenta avventure a fumetti; e ha creato ben quattordicimila disegni. 
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 13:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA